Una check-list per disimparare a scrivere (come scrivevi a scuola)

collage digitale che rappresenta la scuola: una mela rosa, lettere dell'alfabeto ritagliate e un ritaglio di carta con segni grafici neri

Una check-list per disimparare a scrivere (come scrivevi a scuola)

Ci sono cose, della scrittura, che do per scontate.

Non dovrei, lo so.

Ma ogni tanto anche io vado col pilota automatico. Mi lascio trascinare dalla comodissima corrente della maledizione della conoscenza e questo mi porta a non condividere alcune semplicissime dritte che, però, sanno trasformare un testo e renderlo molto più fluido e coinvolgente.

Si tratta di quelle indicazioni che ci aiutano a non scrivere più come ci avevano insegnato a scuola. Non so se ti ricordi, se ci hai mai ripensato, ma quando abbiamo imparato a comporre dei testi lunghi -i famigerati temi- c’erano alcune regole che ci venivano presentate come sacre. Ecco, non solo ci siamo abituate a seguirle, ma anche oggi le portiamo con noi, nei testi che creiamo per il nostro blog, la newsletter, i social.

Solo che oggi la scrittura ha esigenze molto diverse rispetto ad allora:

  • scriviamo per raccontare la storia del nostro lavoro, del nostro progetto importante, una storia che serve per creare fiducia nelle persone che la leggeranno
  • i nostri testi quasi sempre verranno letti su un supporto digitale, dove l’attenzione è scarsa e c’è moltissimo rumore di fondo
  • scriviamo per creare un dialogo, per far sentire una vicinanza, non solo per dimostrare che conosciamo un certo argomento

 

Ecco, in questo contesto, le regole che ci siamo abituate a seguire non vanno più bene. Rendono i nostri testi meno leggibili, meno umani. In altre parole: meno funzionanti.

 

Ho pensato, quindi, di fare un bel riassunto e riunire in questo articolo le abitudini di scrittura che ti consiglio di disimparare.

Alcune magari non le segui più, ma scommetto che almeno una ti è rimasta incastrata tra le dita.

 

Le regole di scrittura che dobbiamo disimparare

 

1) Evitare le ripetizioni a ogni costo

A scuola ci hanno detto mille e mille volte di stare attente alle ripetizioni. E, in generale, è un consiglio che vale anche oggi. Il guaio arriva quando cerchiamo sinonimi a tutti i costi, che rendono il testo un po’ stonato e rischiano di confondere chi legge.

A volte, una ripetizione usata in modo strategico può dare chiarezza al testo. E coerenza. Guarda:

  • con una ripetizione ben piazzata: La storia che raccontiamo parla di te. È una storia potente. Una storia capace di cambiare le cose.
  • senza ripetizioni: La storia che raccontiamo parla di te. È un racconto potente. Una narrazione capace di cambiare le cose.

 

La senti la forzatura?

E senti come, invece, quella “storia” che si ripete diventa musica, diventa memoria?

 

2) Una frase lunga è sempre più elegante

E noi via, a scrivere frasi piene di subordinate. Che, se provavi a leggerle ad alta voce, ti ritrovavi senza fiato prima di arrivare a metà.

Le frasi chilometriche non sono mai facili da leggere. Soprattutto online, dove è più difficile mantenere l’attenzione, è meglio alternare frasi di lunghezza differente. Danno ritmo, creano una melodia. E poi le frasi corte spesso sono le più incisive. Giuro.

 

3) Non scrivere come parli

Nei testi che scrivevamo a scuola doveva essere molto chiaro che sapevamo formulare frasi e periodi che non avremmo mai pronunciato ad alta voce. Era prova di serietà e conoscenza della lingua.

I nostri temi erano pieni di pertanto, in conclusione, in quanto. Acciocché.

 

Ma la scrittura non è una gara a chi usa più avverbi ricercati.
È creare un ponte con le persone e per riuscirci ha bisogno di semplicità, vicinanza e chiarezza.

 

4) D eufonica come se piovesse

Sono certa che anche a te hanno insegnato questo: ogni volta che la parola successiva a una congiunzione come “e” o “a” inizia per vocale, bisogna assolutamente aggiungere una “d” (ed, ad) per “evitare cacofonie”.

In realtà, la “d” si aggiunge solo se le due vocali sono uguali:

  • no: ed allora, ed accompagnai, ad occupare, ed invece
  • sì: ed ecco, ad annunciare, ed entrò, ad aprire
  • eccezione: ad esempio (ma io preferisco la versione “per esempio”)

 

5) Introduzione-svolgimento-conclusione

Questo era l’unica struttura che era concesso dare un testo.

Prenderla alla lontana, poi spiegare il cuore del discorso e, solo alla fine, scrivere le conclusioni, che a volte erano le informazioni principali di tutto il contenuto.

È una modalità di organizzare il testo molto rigida, a volte inutilizzabile online, dove spesso l’incipit è fondamentale per catturare l’attenzione.

 

6) Mai iniziare una frase con “E”, “Ma”, “Però”

Questo era un grande, grandissimo, divieto.

Eppure, è una grande opportunità: iniziare una frase con una congiunzione può rendere il testo più interessante e vicino al parlato.

 

7) Scrivere nomi comuni con le lettere maiuscole

Per esempio:

  • mesi e giorni della settimana: gennaio e non Gennaio, lunedì e non Lunedì
  • continenti, stati, città quando usati come aggettivi: cucina italiana e non cucina Italiana
  • generi artistici o letterari: realismo magico e non Realismo Magico
  • materie scolastiche o discipline, tranne quando si tratta di nome proprio, per esempio di un dipartimento: matematica ma Dipartimento di Matematica

 

Insomma, usiamole con parsimonia, le maiuscole: sono un appiglio visivo che può essere strategico ma anche creare confusione.

 

8) Giustificare sempre il testo

Nel senso di allinearlo in modo che entrambe le estremità di ogni riga (a sinistra e a destra) risultino dritte e perfettamente incolonnate. In pratica, il testo forma un blocco rettangolare uniforme, senza “scalini” né da un lato né dall’altro.

Elegante, certo. Ordinatissimo. Ma su uno schermo grande come quello di un computer rischia di affaticare la lettura perché lo sguardo non sa dove aggrapparsi.

Al contrario, il testo a bandiera -cioè con le righe che finiscono in punti diversi- rende il contenuto più accessibile.

 

9) I paragrafi devono avere una lunghezza uniforme tra loro

In realtà, anche un paragrafo di una riga può avere molto impatto, se usato bene. Online, lo spazio bianco è un grande alleato per la leggibilità.

 

Allora, ti risuonano queste abitudini?

Lo so, scardinarle non è facile perché le abitudini sono scarpe comode da portare, ma già imparare a notarle quando scriviamo è un ottimo primo passo.

 

Prima di chiudere, ti lascio una risorsa extra: è un percorso gratuito dedicato proprio alla scrittura. Se ti iscrivi, per una settimana riceverai una mail al giorno: dentro troverai risorse e consigli per rendere i tuoi testi sempre più scintillanti.