23873
wp-singular,page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-23873,page-parent,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,stockholm-core-2.4.9,select-child-theme-ver-1.1,select-theme-ver-9.14.4,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-8.7.2,vc_responsive

Sono un’innamorata delle parole.
Credo che le storie siano dappertutto e che abbiano il potere di cambiare le cose.

Quello che ti offro è una scintilla

 

Hai un’attività, un lavoro o un progetto a cui tieni, che vuoi far crescere.

Magari sei all’inizio, ai blocchi di partenza, e vuoi cominciare con una mappa di idee e parole che ti diano una direzione, per non perderti.

Magari invece questo lavoro, questo progetto, cammina già da un po’ ma ultimamente lo senti stanco. Non stai più comoda nella storia che porti avanti per raccontarlo e promuoverlo: procedi per inerzia, ti sembra di dire le stesse cose che dicono tutte o forse sei proprio bloccata e non comunichi più.

Oppure il tuo progetto si sta trasformando e senti che anche le parole che usi per raccontarlo hanno bisogno di una nuova identità. Di una nuova voce.

Benissimo, io sono qui per te.

 

Saremo coraggiose

È vero che la tua comunicazione dovrà incontrare i desideri e i bisogni delle tue persone, che per non perderti ti servirà una mappa. Ma questo non significa rinunciare alla tua essenza, alla tua verità e alla tua voce.

La tua voce sei tu. Se ricalchi quella altrui, da fuori si sente.  

Sceglieremo parole e narrazioni che tocchino le corde di chi ti legge, ma lo faremo senza che tu ti senta mai schiacciata dalle aspettative o dai “si fa così”.

 

Starai comoda

Una storia funziona non solo se porta risultati, ma anche se riesci a gestirla senza troppa fatica, se ti piace starci in mezzo. Se non vedi l’ora di scrivere il nuovo post, la nuova newsletter. Sì, anche una comunicazione professionale deve piacerti. Perché non bastano la motivazione o il senso del dovere per portarla avanti nel tempo: devi sentire l’entusiasmo, il desiderio.

Io trovo il modo di farti stare comoda. Cerco la modalità che va bene per te, se non esiste la invento. E, quando c’è bisogno, aggiusto: preferisco la concretezza alla perfezione.

 

Ti offro una scintilla

Vedo cosa scintilla nella tua storia, capisco perché la tua newsletter può essere speciale, quando progetto un tuo testo so quale prospettiva lo renderà capace di coinvolgere nel profondo le persone che lo leggeranno.

La tua scintilla è un’impronta identitaria. È solo tua, della tua storia, delle tue parole. Io la vedo, te la restituisco e ti insegno a farla risplendere.

 

Non ho “IL” metodo

Un protocollo preciso da seguire, passi ben strutturati da compiere esattamente in quel modo. Uno schema inflessibile – testato, approvato, ripetuto. Non ce l’ho.

A seconda di cosa ti serve, di come sei, di dove vuoi arrivare e delle tue propensioni, mi invento un modo.

Perché non mi interessa farti un piano di comunicazione perfetto, se poi non riesci a portarlo avanti. Se ti ci senti stretta, se quel modo di lavorare non è il tuo. Preferisco inventarmi qualcosa di nuovo, solo per te, magari non impeccabile ma concreto, vivo. Qualcosa in cui ti piacerà stare e che avrai voglia di far crescere.

Una cosa importante: non ci sono formule magiche.

 

Ogni racconto, ogni percorso, ogni progetto avrà bisogno di tempo e impegno. Mio, ma anche tuo.
Sarà una bella avventura, ma mettiti le scarpe comode.

SCOPRI COME POSSIAMO LAVORARE INSIEME

La mia storia (in due parole)

La strada che ho percorso per arrivare qui è fatta di intrecci e deviazioni. Ho studiato Psicologia e non ho mai fatto la psicologa, ho lavorato come ricercatrice in Sociologia della narrazione, come correttrice di bozze (sì, quando leggo vedo i doppi spazi a occhio nudo) e alla fine sono approdata alla comunicazione. Ho imparato sul campo, non smetto mai di studiare.

 

Cambiare strada tante volte mi ha aiutata a stare nel cambiamento, anche quando fa un po’ paura. Oggi, quel cambiamento lo porto nel mio lavoro accompagnandoti quando devi scrivere nuovi testi o trovare un modo diverso di raccontarti. Lo facciamo insieme, raddoppiamo lo sguardo e troviamo una soluzione che sia solo tua.

 

Fuori da qui c’è un blog dove scrivevo pensieri sparsi. Si chiama “L’inventore di mostri”(*): adesso è fermo ma resta online, come un armadio immaginario dove andare a ripescare vecchie storie e racconti di tanto tempo fa.
Ho in cantiere una storia di fantasia, forse un giorno la finirò.

Mi piacciono i cartelli con scritto “tutte le direzioni”, le maglie a righe e le colazioni al bar.

 

(*) Ho aperto quel blog nel 2014, è da lì che arriva il mio nickname Instagram @linventricedimostri. Sì, col tempo ho preso consapevolezza di come, per far esistere una cosa, sia necessario nominarla, e così sono passata al femminile. Sembra poco, è tantissimo, è rendere possibile un immaginario.

MANIFESTO

Le cose in cui credo e su cui costruisco questo lavoro le ho racchiuse nel mio Manifesto.

Ti va di leggerlo?