La mia lista di “parole no” (un elenco parziale)
Scrivere bene vuol dire scrostare via l’abitudine dalle parole.
E con “scrivere bene” intendo creare testi chiari, precisi e coinvolgenti. Non per forza con uno stile poetico o immaginifico, perché non sempre è necessario. Quello che serve, invece, è far sì che le persone che leggono possano comprendere subito il messaggio senza sentirsi frustrate, perse o aggredite.
Sembra facile, ma non lo è: farsi capire scrivendo è un percorso a ostacoli e dobbiamo riuscire a non inciampare.
Ti faccio un esempio.
Arrivi sul sito di un’agenzia di marketing e leggi:
Supportiamo il tuo business creando sinergie strategiche finalizzate al tuo successo.
Sono parole che conosci, la frase ha un significato comprensibile. Però ha due problemi:
- risulta poco concreta, perché usa termini troppo teorici (come “sinergie strategiche”)
- ti sembra di averla già sentita mille volte, letta uguale su cento siti diversi, e questa ripetizione la indebolisce
Le parole che danno questo senso di vuoto sono: “supportiamo”, “sinergie”, “finalizzate a”. Sanno di burocratico, di poco umano. Non sembrano davvero scritte per le persone.
Conseguenza: il testo non riesce a creare una connessione tra chi scrive e chi legge. Le parole non sono state spolverate, sono impantanate nell’abitudine: non hanno nessun carisma.
La mia lista di parole da non usare
Mi piacerebbe poterti dire che non ho nemmeno bisogno di pensarci, che nei testi che scrivo ci sono solo parole dense, specifiche, umane. Invece devo farci caso, ogni volta, perché la scrittura non è una pratica comoda che va in automatico.
E quindi, per non rischiare di cadere nella trappola delle parole vuote, ho preparato una lista. Dentro, ci ho messo le parole e le locuzioni che devo cercare di evitare, perché sono quelle che appannano il messaggio.
Qui te ne scrivo alcune, ma considera che è un lavoro in progress, un elenco da tenere aggiornato.
Le parole che appesantiscono
Sono quelle che complicano la lettura perché obbligano chi legge a tenere a mente molte informazioni prima di arrivare al cuore del discorso:
- da un lato… dall’altro…
- rispettivamente… e…
- non solo… ma anche…
- così… come…
Chiediamoci se esiste un altro modo per esprimere lo stesso concetto.
Prima
I treni per Milano e per Torino partiranno, rispettivamente, alle 10.30 e alle 11.15.
Dopo
Il treno per Milano partirà alle 10.30, quello per Torino alle 11.15.
Non è molto più chiaro, ora, quale treno parte alle 10.30 e quale alle 11.15?
Le parole troppo inflazionate
Sono quelle che, a furia di leggerle dappertutto, ti sembra non vogliano più dire niente. A me fanno questo effetto:
- sinergia (per tornare al nostro esempio di prima)
- implementare
- resilienza
- approccio
- supportare
- innovativo
Sono tutte parole corrette, ma le sentiamo e leggiamo talmente spesso che il nostro cervello inizia a non vederle nemmeno più. Soffriamo di una specie di cecità selettiva.
Ogni volta che potrò, troverò un’alternativa.
Per esempio:
Prima
Nel campo dell’educazione, un approccio basato sull’apprendimento esperienziale aiuta gli studenti a comprendere meglio i concetti attraverso attività pratiche e coinvolgenti.
Dopo
Nel campo dell’educazione, l’esperienza concreta aiuta studenti e studentesse a comprendere meglio i concetti.
Qui, oltre a evitare la parola “approccio”, ho sintetizzato e reso la frase più rappresentativa rispetto al genere, aggiungendo “studentesse”.
Le formule da “verbale di assemblea condominiale”
Chiamo così quelle locuzioni che suonano burocratiche e allontanano la frase dal linguaggio conversazionale. Te ne scrivo qualcuna e ti suggerisco anche come sostituirle:
- mediante -> con
- finalizzato a -> per
- nell’ottica di -> per
- riguardante -> su
- in seguito a -> dopo
- con l’eccezione di -> tranne
Scegli la versione semplice. Sarà più chiara e aiuterà chi legge a comprendere subito il senso della frase.
Gli avverbi di modo
Sono quelli che finiscono in -mente e sono la mia debolezza, come raccontavo qui. Mi piacciono, tendo a usarli troppo, quindi cerco di tenere alta l’attenzione per censurarmi quando esagero.
Spesso, infatti, sono superflui. (Stavo per scrivere: completamente superflui.)
Il mio elenco di “parole no”, dunque, parte da qui.
Oltre a queste, ci sono le parole che non fanno parte della mia identità verbale, ma sono un sotto-gruppo ben separato.
E le tue “parole no”, quali sono?
Da dove cominciare per scrivere chiaro
Ti lascio il link a un percorso gratuito a tema scrittura: dura una settimana e ogni giorno ti mando, via mail, un consiglio e una risorsa per scrivere facendo più caso alle parole che scegli.