Il decalogo delle bugie sullo storytelling | Parte 1

bugie sullo storytelling

Il decalogo delle bugie sullo storytelling | Parte 1

Mentre questo mese sul gruppo Facebook Lampadine ragioniamo sulle bugie che si raccontano quando si parla di ispirazioni, oggi (e la prossima settimana) vorrei parlarti di altre bugie: quelle che circolano nell’ambito dello storytelling.

Sei pronta per un viaggio tra “ricette sicure per far decollare la tua comunicazione” e “basta che se ne parli”?

Dai, allaccia le cinture che si parte.

 

1. Punta tutto sui video

Ok, adesso sicuramente è il loro momento d’oro e gli algoritmi social (in particolare Facebook) li valorizzano, ma non li prescrive il medico e non è detto che debbano diventare il “nostro” format di racconto.

Se quello che sentiamo più nostro sono le parole, continuiamo a raccontarci (prevalentemente) con quelle, magari gestendo al meglio il nostro blog.

 

2. Falli piangere

“Non accontentarti di farli emozionare, fai in modo che vogliano consolarti”: ehi, calma. Ok l’empatia, ma raccontarsi e coinvolgere il pubblico non vuol dire necessariamente giocare alla lacrima facile.

Non svalutiamo le nostre emozioni, dai.

 

3. Racconta tutto

Questa bugia si collega un po’ a quella di prima: non tenere niente per te, fai entrare il tuo pubblico in ogni angolo della tua vita. È storytelling, non un reality, baby: poi ognuno trova i propri confini ma personalmente a me piace proteggere i miei spazi privati.

 

4. Un contenuto al giorno, prima dei pasti

Cinque post a settimana, una newsletter al mese, tre stories al giorno a stomaco vuoto: occhio a chi ti dà le ricette di narrazione perfetta, ogni storytelling va pensato e cucito su misura, le “soluzioni sicure” sono sempre supercazzole.

 

5. Viva la spontaneità

Ah certo: pubblica quando ne hai voglia, parla di un argomento perché 30 secondi prima ti è venuto in mente. Il marketing e la comunicazione hanno bisogno di strategie e pianificazione.

Questo vuol dire che non puoi mai essere spontanea? Certo che no, ma un conto è esserlo come attitudine, come “freschezza del racconto”, un altro è basare sulla spontaneità tutta la propria comunicazione (spoiler: è pericolosissimo!).

 

A proposito, di pianificazione: se quando devi trovare nuovi argomenti per raccontarti vai in ansia perché non sai cosa dire, fai fatica a trovare idee e contenuti da condividere, respira e sorridi, è tornato Jellyfish.

Jellyfish è il corso online in cui lavoriamo fianco a fianco per far fiorire il tuo pensiero creativo: ti insegnerò le tecniche e gli strumenti che uso quando devo trovare spunti e trasformarli in idee per la mia comunicazione, e per tutto il mese sarò lì per te, per qualsiasi domanda o timore.

Sarà un mese di lavoro intenso e di produzione di idee fitta e bellissima.

Che fai, prendi coraggio e ti tuffi con me?

 

Intanto ciao, ci vediamo la prossima settimana con le altre bugie.

 

(foto Remi Muller on Unsplash)