La scrittura è (anche) questione di rispetto

un collage che rappresenta la scittura che mette le persone al centro: una conice sormontata da una rosa, al centro la parola "you", intorno in fiore, un colibrì e tre piccole macchie grigie

La scrittura è (anche) questione di rispetto

Quando leggo online, sono spesso una lettrice veloce e con poca pazienza.

Lo so, non è il massimo e mi scoccia anche un po’ ammetterlo. Però, se voglio essere onesta, devo confessare che quando mi approccio ai contenuti digitali non ho la stessa capacità di affrontare lunghe premesse o complessi giri di parole che invece non mi danno troppo fastidio quando un libro o un articolo su una rivista stampata.

L’internet mi ha resa meno tollerante alla lentezza, forse anche allo sforzo – di nuovo, non è il massimo ma qui non si nasconde nulla.

 

Mentre riflettevo su questo mio approccio alle parole digitali, ho pensato che, in realtà, la scrittura che vuole trasmettere informazioni dovrebbe sempre cercare di rispettare il tempo e l’energia di chi legge.

Ma non solo, il discorso si può anche allargare e dire che: la scrittura è anche questione di rispetto.

 

Cosa deve fare un testo

Scriviamo un testo per trasmettere un messaggio – esplicito, implicito, informativo, emozionale, diretto o indiretto.

Questo messaggio può avere diversi obiettivi, che scegliamo in base alla strategia di comunicazione che guida la progettazione dei nostri contenuti:

  • aiutare chi legge a trovare le informazioni di cui ha bisogno
  • indirizzare ad altri contenuti più specifici o di approfondimento
  • emozionare e coinvolgere
  • divertire
  • ispirare
  • accompagnare verso un comportamento specifico da mettere in atto (un acquisto, l’iscrizione a una newsletter, una richiesta di preventivo)

 

Tutto vero.

Però non ci dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale:

 

esiste anche un obiettivo della scrittura che è trasversale a tutti quelli che ho elencato qui sopra: rispettare chi legge.

 

Rispettare cosa, nello specifico? Il tempo che ha a disposizione, le energie che dovrà dedicare alla lettura, il suo livello di comprensione o le possibilità di accedere al testo in tutte le sue parti, le sue emozioni e le convinzioni.

 

Pratiche di scrittura non rispettose

Ok, andiamo sul pratico e vediamo quali sono queste modalità di scrittura che non rispettano le persone a cui il testo è destinato. Come vedrai, alcune sembrano innocue -e in effetti non sono cose gravi- però sono tutti ostacoli alla buona riuscita della scrittura. Ma soprattutto: portano chi legge a sperimentare emozioni come la frustrazione, la rabbia e lo stress, cosa che di sicuro non ti aiuta a instaurare con lettrici e lettori una relazione positiva.

 

1) Far perdere tempo

Lo so, approfondire è importante e non tutte le comunicazioni si prestano alla velocità.

Eppure, nella maggior parte dei casi optare per la sintesi è la soluzione migliore.

Non ti sto dicendo di saltare parti importanti del contenuto, né di banalizzare. I miei consigli pratici, in questo senso, sono:

  • evita le premesse troppo lunghe (anche perché, ammettiamolo, spesso servono più a noi che scriviamo che a chi poi leggerà)
  • non dilungarti quando non ce n’è davvero bisogno, soprattutto se stai dando delle istruzioni per fare qualcosa o se stai aiutando a risolvere un problema
  • non ripetere troppe volte gli stessi concetti: sì, la ripetizione rafforza l’acquisizione del messaggio, ma meglio giocarsela in messaggi diversi piuttosto che con un messaggio solo in cui l’informazione viene replicata fino ad annoiare

 

2) Complicare il discorso

La premessa da ricordare, qui, è: semplificare non vuol dire banalizzare.

Al contrario: semplificare significa riuscire a mettere in evidenza i punti principali del testo, assicurarsi che ogni passaggio possa essere capito, ridurre il rischio di errore o di incomprensione.

Alcune cose che puoi fare per semplificare il tuo testo:

  • fai attenzione alle frasi molto lunghe: quando puoi, suddividile in due periodi
  • limita le subordinate, chi legge rischia di perdersi
  • quando puoi e quando la struttura lo permette, inizia la frase con la proposizione principale, così sarà subito chiaro il focus del discorso
  • cerca di preferire la forma attiva dei verbi, dà chiarezza e linearità

 

Per approfondire: Come scrivere testi ad alta leggibilità

 

3) Escludere parte del tuo pubblico

Qui il discorso sarebbe lungo e prometto che presto arrivo con contenuti dedicati, ma intanto ci tenevo a ricordarti che:

 

una scrittura rispettosa è una scrittura aperta, cioè accessibile e non discriminante.

 

Assicurati che i tuoi testi siano facilmente leggibili -e comprensibili- da tutte le persone: chi ha poco tempo da dedicare alla lettura, chi ha un basso livello di concentrazione, chi si serve di tecnologie assistive per leggere (come le persone cieche e ipovedenti), chi magari si interfaccia al testo in una situazione di stress o difficoltà.

E poi, cerca di non far sentire escluso, discriminato o aggredito nessun individuo tra quelli che fanno parte del tuo pubblico. In concreto:

  • fai attenzione agli stereotipi che, anche per semplice abitudine, rischi di inserire in un testo
  • evita i cliché sulle categorie di persone (le donne non sono tutte gentili, le persone anziane non sono tutte fragili o smemorate)
  • occhio al linguaggio discriminante, soprattutto quando nomini categorie marginalizzate

 

Se vuoi approfondire, ti consiglio un libro che per me è una guida preziosa ogni volta che ho un dubbio: Scrivi e lascia vivere, di Valentina Di Michele, Andrea Fiacchi e Alice Orrù.

 

4) Non dare per scontato

Cosa? Informazioni, passaggi logici, conoscenze, capacità.

Chiediti sempre: questa cosa, che per me è chiara e comprensibile, lo è anche per chi leggerà?

Quando conosciamo bene un argomento, rischiamo di cadere nella maledizione della conoscenza, un bias cognitivo che ci porta a credere che anche le nostre lettrici e i nostri lettori avranno il nostro stesso background e le nostre conoscenze. Questo inciampo ci cancella il dubbio e ci fa saltare spiegazioni che invece sarebbero necessarie, passaggi ulteriori, esempi chiarificatori.

Quando diamo per scontate delle cose, finisce che scriviamo testi che non si capiscono (del tutto). E, in questo modo, mettiamo in difficoltà chi li leggerà.

 

5) Far saltellare da un posto all’altro

 

Scrivere vuol dire anche progettare uno spazio fisico, un luogo in cui gli occhi di chi legge si sposteranno alla ricerca di parole, concetti e informazioni.

 

Per questo, scrivere è prima di tutto progettare un percorso, dirsi: chi legge arriva qui, poi passa in questo punto e in questo, e alla fine vorrei arrivasse qui e compiesse questa azione.

Ecco, cerca di limitare i passaggi necessari per trovare il cuore del testo, non far saltellare le persone tra pagine e contenuti aggiungendo mille link.

Leggere non dev’essere un percorso a ostacoli e nemmeno una maratona. Non sfiancare le tue lettrici e i tuoi lettori.

 

Alla fine, scrivere bene vuol dire mettere al centro le persone – suona banale, eppure è proprio così. Rispettare le loro esigenze, il loro tempo, le loro energie.

Essere semplici, chiare, concrete.

 

Chiediti sempre: come sto facendo sentire chi legge? Proverà soddisfazione o frustrazione?

 

Se intanto vuoi qualche suggerimento extra di scrittura, puoi iscriverti a Glow, il percorso gratuito che ho creato per chi vuole creare testi che scintillano. Dentro ci trovi consigli e risorse. Buona esplorazione.