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I tre aspetti che rendono riconoscibile una comunicazione

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I tre aspetti che rendono riconoscibile una comunicazione

Facciamo finta che tu sia un fenicottero. Un fenicottero che deve raccontarsi online, perché ha un’attività, o è un freelance, insomma ha qualcosa da comunicare. Si guarda intorno nel magico mondo dell’internet e si accorge che quasi tutti gli altri animali parlano di sé come se fossero pavoni. Un mondo di pavoni.

Che poi i pavoni sono bellissimi, eh: li guardi e fai UAU. Ma tra tantissime code meravigliose e cangianti, vuoi mettere come si nota una bestiolina rosa? Vuoi mettere quanto ti conviene raccontarti per come sei e farti riconoscere?

Quindi, cosa si fa? Questo.

 

Lo stile | Quando ti vedo

Quando comunichi, lo stile è il come ti presenti. I diversi elementi che raccontano di te, che danno immediatamente un’idea di chi sei.

Questo succede su diversi livelli. C’è uno stile estetico, diciamo visivo, che ti racconta al primo sguardo: l’aspetto del tuo sito, per esempio, o le grafiche che usi, le fotografie che scegli e che proprio per questo dovrebbero essere il più possibile coerenti tra loro. E poi c’è uno stile per quando scrivi, che cambia a seconda che tu stia parlando di cose tecniche, inventando storie di fantasia, proponendo saggi o contenuti che vogliono divertire.

Tipo. Ho avuto la fortuna di lavorare con diverse professioniste grazie alle quali questo sito mi assomiglia e, già a prima vista, parla di me. E quando ci scrivo dentro cerco di mantenere uno stile coerente con i contenuti: parlo del mio lavoro, di comunicazione, di scrittura, devo scegliere una forma che valorizzi queste cose. Poi, certo, una forma che sia mia. La mia voce. E qui arriviamo al secondo passaggio.

 

La voce | Quando ti ascolto

E poi, dicevamo, c’è la voce. La voce è ciò che – qualsiasi cosa tu scriva – fa pensare a chi ti legge “uh, ma è il fenicottero!”. Che tu scriva racconti, saggi, contenuti da mettere online su qualche sito o articoli per un magazine, la tua voce è importante che si riconosca, che sappia dare forma ai contenuti per farli assomigliare a te.

Il tono di voce si esprime in ogni scelta che facciamo quando ci raccontiamo. Nelle parole, nella punteggiatura, nelle maiuscole. È il ritmo che diamo al racconto, è l’emozione che facciamo sorgere in chi lo legge. Può essere calda, fredda, ironica, dolce, accogliente, pungente. Può essere tutto ciò che vogliamo, l’importante è che sia coerente con noi e con il nostro messaggio.

 

La continuità | Quando imparo che sei tu

Pensaci un attimo: hai un blog, scrivi un articolo. Lo stile è perfetto per i contenuti e per il contesto, la voce è proprio tua. Insomma, ti leggono e sei un fenicottero. Poi però sparisci. Per mesi non pubblichi più niente, manco un articolo di una cartella, manco per sbaglio. Poi torni online, torni nella piazza degli animali e i tra i pavoni in effetti un puntino rosa si vede e si sente questo: “uh, guarda: c’è un animale che non è un pavone!” / “bello! Cos’è?” / “non so, forse l’ho già visto, ma non mi ricordo” / “vabbè, birretta?” / “certo!”.

Questo per dire che è inutile che fai mille sforzi per renderti riconoscibile se poi non mi dai il tempo di “impararti”, conoscerti e affezionarmi al rosa delle tue piume. Per farti riconoscere ci devi essere. Dai, comincia a scrivere, io ti aspetto.

 

Se vorrai lavorare con me per trovare la tua identità narrativa, la tua voce unica e riconoscibile, ne sarò felice: sarà un percorso profondo ed emozionante, te lo prometto. 

 

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