Cosa succede alle tue idee quando scrivi a mano

collage digitale che raffigura lo scrivere a mano: una mano impugna un pennarello da cui escono fiori, una luna e un pesce

Cosa succede alle tue idee quando scrivi a mano

Ogni persona ha una sua strada per trovare idee e trasformarle in progetti o soluzioni.
Per me, tutto parte sempre da un quaderno.

 

E infatti sul tavolo dove lavoro ce ne sono diversi.

C’è il quadernone generale dei progetti che seguo per le clienti: grande, un A4 ad anelli, copertina verde lucida e spessa. Poi ci sono i quaderni dei singoli progetti: il quaderno di Mirabilia, il quaderno del nuovo lab che sto ideando, c’è ancora il quaderno dedicato alla scrittura accessibile per Visit Trentino. C’è poi il quaderno su cui prendo appunti per le cose che voglio scrivere, che poi piano piano trasformo in contenuti per questo blog, per la newsletter o per il profilo Instagram: diciamo che è il quaderno della mia linea editoriale.

Ma non è finita qui: c’è il quaderno dove scrivo i pensieri e le riflessioni sul mio lavoro e il quaderno delle idee che non so dove altro mettere, così intanto non le perdo.

Insomma, qui i quaderni non mancano. Per me sono uno strumento indispensabile per lavorare ai miei progetti ma anche solo per fare ordine nella testa.

Come ho detto nell’ultima newsletter che ho inviato:

 

Io se non scrivo a mano non capisco.

 

E questo succede perché scrivere con una penna su un foglio in qualche modo rallenta il pensiero.

Il cervello deve adeguarsi al ritmo della mano, non può correre veloce come quando scriviamo al computer, e così abbiamo il tempo di comprendere -e comprenderci- meglio.

E poi ci sono i colori, le frecce, gli schemi: sono scrittura visiva che fa chiarezza e aiuta a vedere collegamenti e dettagli che altrimenti chissà se riuscirebbero a saltare fuori.

 

Anche tu hai questa sensazione, che scrivere a mano sia un modo per metter in fila le cose e trovare più facilmente nuove idee?

Bene, adesso vorrei raccontarti cosa succede nella nostra testa quando scriviamo a mano o al computer. Credo faccia sempre bene conoscere un po’ più in profondità il nostro funzionamento: pur sapendo che ogni persona funziona in un modo unico e personale, sono informazioni che ci permettono di creare disperdendo meno energia e godendoci il processo.

 

Scrivere a mano: cosa succede nel cervello?

Per prima cosa, rispetto alla scrittura in digitale, la scrittura a mano attiva maggiormente il cervello. Coinvolge, infatti, le aree motorie, visive e cognitive in modo più integrato: quando scriviamo a mano, infatti, dobbiamo coordinare occhi, mano e pensiero, decodificando e producendo simboli a un ritmo più lento di quando digitiamo su una tastiera.

Un’altra cosa che succede è che questa lentezza costringe il cervello a riflettere di più, a sintetizzare e scegliere con cura quali parole o idee far uscire. Questo a volte permette di generare connessioni più originali e spesso ci aiuta a fissare meglio le idee.

La memoria, insomma, ne trae beneficio: elaboriamo meglio i concetti mentre li riformuliamo per scriverli e così si imprimono con più tenacia nella nostra testa.

E poi c’è quella cosa che io sento potentissima, più di tutto il resto: scrivere a mano apre lo spazio all’intuizione e al flusso creativo.

 

Il gesto fisico, il contatto con la carta -il corpo che si fa materia scrivente- e la libertà di movimento (scarabocchiare, fare frecce, evidenziare) aiutano il pensiero divergente e visuale, quello che caratterizza le fasi iniziali del processo creativo. 

 

Insomma, scrivere a mano nutre le idee.

 

Scrivere al computer: cosa cambia?

La scrittura digitale attiva processi diversi.

Di sicuro è più veloce e ci aiuta a essere più fluide. Se le idee sono già chiare, scrivere al computer ci permette di “stare dietro al pensiero”. È l’ideale nelle fasi di sviluppo di un’idea o di revisione, quando servono concretezza e ritmo.

Il pensiero, quando scriviamo in digitale, tende a dare più spazio alla logica sequenziale, meno visiva e più lineare. Questo ovviamente lascia meno spazio per il caos creativo di cui le idee hanno bisogno all’inizio ma è più facile costruire un discorso con una struttura ben definita.

 

Però scrivere al computer ha due grandi criticità, almeno per me lo sono:

  • la possibilità di correggere subito quello che stiamo scrivendo può metterci in modalità “editing continuo” e, a volte, portarci ad auto censurare le nostre stesse parole bloccando il flusso creativo
  • il computer (e ancora di più il telefono) ci espone a tanti stimoli, interruzioni e deviazioni che rischiano di spezzare il pensiero profondo e il flusso di scrittura

 

In sintesi, quindi:

 

scrivere a mano è meglio per ideare, esplorare e sedimentare: attiva connessioni più ricche e favorisce un pensiero lento e profondo.
Scrivere al computer aiuta a organizzare, produrre e finalizzare: è forse più efficiente ma anche troppo “razionalizzante”.

 

E adesso?

Adesso ovviamente non ti sto dicendo di scrivere solo a mano.

Anche perché, come abbiamo visto, ogni forma di scrittura è utile per alcuni obiettivi mentre ci allontana da altri.

Però, almeno un po’, lascia spazio alle mani. Alla carta, all’inchiostro, al corpo.

Impara a capire su quaderni ti piace scrivere perché no, non è uguale: io, per esempio, sui quadretti non sono a mio agio e nemmeno sulle pagine tutte bianche. Ho bisogno delle righe. Amo il formato americano -un po’ più grande del classico quadernino A5- ma li uso tutti.

Usa anche i quaderni belli. Sì, quelli che ti hanno regalato. Quelli che hai comprato e messo in un cassetto aspettando chissà quale allineamento di pianeti per iniziare a scriverci.

E fai subito un pasticcio nelle prime pagine, così ti togli l’ansia da scarabocchio.

 

Lascia che le tue idee si facciano -letteralmente- corpo che scrive.
Carta inchiostro respiro.
Vedrai che differenza.
Vedrai come fioriscono.

 

Per chiudere, ti lascio il link a una risorsa gratuita dedicata proprio al pensiero creativo: potrebbe essere l’occasione per inaugurare un nuovo quaderno, che dici?