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Calendario editoriale o linea editoriale?

L'importanza della linea editoriale. Nell'immagine, a rappresentare la pianificazione dei contenuti, un collage: un ritaglio di carta con un pattern sui toni del blu, un quaderno aprto su cui sono stati attaccati dei fiori essiccati, una mano che indica un pianeta e delle bolle di sapone

Calendario editoriale o linea editoriale?

Ho lavorato con tante clienti che non amano il calendario editoriale. Si sentono schiacciate da uno schema troppo preciso. Quella tabella che dice, in modo così dettagliato, cosa pubblicare e in quale giorno le fa sentire in gabbia.

E sai una cosa? Va bene così.

No, non so dicendo che una comunicazione professionale si può gestire improvvisando o basandosi solo sulla spontaneità. Dico che c’è un’alternativa molto utile -ma meno strutturata- al calendario editoriale: la linea editoriale.

 

L’importante è pianificare

Partiamo da questa premessa: la cosa fondamentale è avere un’idea della direzione che vuoi dare ai tuoi contenuti. Prima di cominciare a scrivere e pubblicare, creati una mappa che contenga le fondamenta della comunicazione:

  • gli obiettivi che vuoi raggiungere, in generale e per ogni canale che scegli per raccontarti
  • i valori che vuoi trasmettere attraverso i contenuti
  • gli elementi identitari del tuo brand
  • la voce che la tua scrittura dovrà avere per contribuire a rendere riconoscibile la tua storia
  • i concetti chiave sui quali si fonderanno i diversi contenuti, concetti che rappresentano il tuo lavoro, la tua offerta ma anche le persone a cui ti rivolgi (che è importante conoscere in profondità)

 

Questo -a grandi linee- è il piano da cui prenderanno forma tutti i contenuti.

A questo punto puoi decidere se affidarti a un calendario editoriale preciso o ben strutturato o a una linea editoriale, più morbida e flessibile.

 

Quando è meglio optare per la linea editoriale?

Prima di rispondere a questa domanda, mi soffermo un attimo sul calendario editoriale. Per me si tratta sempre di un bellissimo piano B. Non lo considero una strada obbligata, mai. Ci sono canali per cui quel file Excel mi dà sicurezza -come il blog e la newsletter– ma poi mi sento sempre libera di cambiare le carte in tavola nel caso mi venisse voglia di pubblicare qualcosa di diverso.

Insomma: ogni due mesi circa aggiorno il calendario editoriale ma poi, a volte, succede che cambio i programmi. In questo modo sento di avere le spalle coperte, perché so cosa devo scrivere mese per mese, ma non mi sento schiacciata perché mi lascio libera di cambiare idea.

Per Instagram, invece, dove ho ripreso a pubblicare con costanza da pochi mesi, seguo una linea editoriale (e tra poco ti spiego come funziona e come puoi creare la tua). Lì una programmazione troppo rigida non mi farebbe stare bene, quindi opto per questa seconda soluzione, strategica ma morbida.

 

La linea editoriale è un elenco di possibili argomenti che puoi trasformare in contenuti. Sono selezionati in modo strategico, partendo dalla tua identità di brand, e sono la tua scorta di “cose da raccontare”.

 

La linea editoriale ha questi vantaggi:

  • rispetto al calendario editoriale è più flessibile: non stabilisce con precisione quando pubblicare un certo contenuto ma ti dà degli spunti per scrivere, tutti pensati per essere coerenti con l’ecosistema in cui vivranno
  • ti fa sentire più libera, perché scegli di volta in volta che cosa raccontare e non devi programmare con troppo anticipo
  • non resti mai senza niente da dire
  • non rischi di creare contenuti troppo lontani dalla tua identità e dai tuoi obiettivi, perché l’elenco che aggiorni man mano ha una base strategica

 

Come ti dicevo, io uso questa modalità per Instagram.

Mentre per il blog e la newsletter ho bisogno di più struttura, lì non riesco più a seguire un calendario editoriale troppo preciso.

È importante essere consapevoli delle modalità di organizzazione e gestione che ci fanno stare bene.

 

È anche così che riusciamo a essere costanti nella comunicazione, trovando un metodo in cui siamo a nostro agio.

 

Come si crea una linea editoriale

Intanto, la base è avere una strategia che ti dà le coordinate principali. In base a quella, puoi partire e creare il tuo scrigno di idee da sviluppare.

Concretamente, prendi un quaderno -io sono sempre grande fan dei quaderni cartacei- e:

  • osservati, tieni traccia di quello che succede quando lavori: tutto può diventare una storia, ma se non ti prendi il tempo di guardarlo e segnarlo finisce che si perde
  • osserva il tuo pubblico: cosa si (e ti) chiedono, come commentano ciò che fai, che cosa condividono, con cosa non sono d’accordo, che desideri raccontano
  • fatti delle domande: cosa farei se…? Che decisione prenderei se…? Perché ho fatto questa cosa e non quella?
  • Segnati quello che ti ispira, le cose che incontri -online e offline- che ti fanno venire idee per il tuo lavoro
  • Razionalizza e scrivi cosa fa succedere il tuo lavoro. Parti dai feedback delle persone che hanno scelto i tuoi prodotti e servizi, osserva cosa cambia nella quotidianità di quelle persone, cosa hai trasformato con la tua presenza

 

Scrivi tutto.

Poi, ogni tanto, rileggi e scegli cosa trasformare in un contenuto -mi raccomando, sempre in modo coerente con la tua identità e i tuoi obiettivi.

 

Da dove puoi cominciare

Se ti serve una mappa che ti orienti nel processo di osservazione, la possiamo progettare insieme. Facciamo chiarezza, delineiamo una strategia, ti mostro come andare alla ricerca di spunti per raccontarti.

Se vuoi allenarti a cercare idee, ti lascio un percorso gratuito che ti aiuterà proprio in questo: si chiama Fantastica, è un allenamento creativo. Buona osservazione e buona ricerca.