Accessibilità: gli elementi non verbali che rendono un testo più accogliente

un collage digitale che rappresenta la scrittura: da un quaderno aperto spunta un fiore. A fianco, una tazza viola che contiene un cappuccino e, sul suo bordo, un piccolo uccello guarda il fiore spuntato dalle righe.

Accessibilità: gli elementi non verbali che rendono un testo più accogliente

Scrittura non vuol dire solo parole.

Lo so, sembra controintuitivo ma, se ci pensi, è così anche nelle forme più tradizionali -e analogiche- di comunicazione scritta. Un testo scritto, anche in un libro, è fatto anche della forma visiva del contenuto, dello spazio bianco tra i paragrafi (che lo rendono più o meno leggibile), di come sono fatti i titoli e delle immagini -o grafiche- che lo accompagnano.

Tutto questo, in un contesto online, è ancora più evidente.

 

Viviamo immerse in una comunicazione mista fatta testo, immagini, segni e spazi bianchi. La scrittura digitale non è solo testuale: è visiva, ritmica, sinestetica. È ricca di parole ma contiene anche moltissimo “non detto” che, però, comunica.

 

Per questo, immaginando che anche tu ti trovi a raccontarti e a comunicare il tuo lavoro in un mondo digitale, ho pensato di raccogliere in questo articolo gli elementi non verbali a cui fare attenzione quando scrivi. Non sono parole, ma ti aiutano a creare un messaggio più chiaro e possono anche migliorare l’accessibilità del tuo testo (se usate in modo consapevole e strategico).

 

Le emoji

Partiamo subito con loro, le emoji. Usate moltissimo -pure troppo- nelle didascalie social, possono essere uno strumento utile ma anche rappresentare una barriera all’accessibilità del testo.

Cominciamo con i pro:

  • rendono più chiaro, più evidente, il tono di un messaggio
  • aggiungono espressività al testo
  • aiutano la lettura veloce perché permettono di interpretare rapidamente la frase che accompagnano
  • fungono da aggancio visivo, guidando lo sguardo di lettrici e lettori verso i punti essenziali del discorso

 

Però ci sono anche dei contro:

  • quando sono tante complicano la lettura, soprattutto se sono inserite tra una parola e l’altra
  • non sempre semplificano la fruizione del messaggio: i lettori vocali per persone cieche e ipovedenti leggono “faccina che ride” o “freccia a destra” (immagina di sentirtelo ripetere per ogni punto elenco che inizia con questa emoji)

 

Come rendere le emoji accessibili: usale con criterio e con parsimonia. Non sostituirle alle parole fondamentali e inseriscile all’inizio o alla fine del testo (per esempio, di un paragrafo) così non interromperanno la lettura della frase.

 

Gli spazi bianchi

La leggibilità di un testo dipende tantissimo da come scegli di usare lo spazio negativo.

Le righe bianche, sempre ma soprattutto nel contesto di uno scritto lungo come un articolo di blog o una newsletter, danno ritmo, respiro e comprensibilità.

Lo spazio libero aiuta la leggibilità visiva e riduce lo stress cognitivo. Pensaci: quanto può essere frustrante leggere un muro di parole, e quanto invece è più rilassante affrontare un testo arioso, in cui non fai fatica a seguire le righe e non perdi il filo?

I testi molto fitti sono respingenti per chiunque e sono più difficili da leggere per persone neuro divergenti o dislessiche.

 

Come rendere accessibile lo spazio bianco:

  • quando puoi, cerca di prediligere paragrafi brevi
  • inserisci una riga vuota tra un blocco di testo e quello successivo
  • scegli un’interlinea adeguata, che lasci tra le righe un minimo di aria
  • se il contenuto lo consente, progetta una struttura del testo che sia adatta anche a una lettura frammentata

 

Gerarchia visiva e orientamento

Tradotto: la formattazione, cioè come un testo viene strutturato graficamente.

Il modo in cui la scrittura “sta sullo schermo” può aiutare -o complicare- la lettura: anche un testo molto semplice, se formattato male, può risultare difficile da comprendere.

Per rendere il contenuto più immediato e comprensibile puoi sfruttare in modo strategico alcuni elementi che guidano e orientano la lettura:

  • i grassetti, che mettono in evidenza le parole e i concetti più importanti (in fondo all’articolo ti lascio il mio trucco per capire se ho messo i grassetti giusti)
  • gli elenchi puntati -ehi, guarda un po’ dove siamo- che sono un’àncora per gli occhi e aiutano a seguire il discorso
  • le parole o frasi in evidenza, scritte più in grande e magari in un colore diverso, spesso usate per indicare una citazione, una frase da ricordare o il focus di quella parte di testo
  • i box in cui puoi inserire approfondimenti, spiegazioni, integrazioni: sono testi che arricchiscono il discorso ma, a volte, non essenziali per comprenderne il senso

 

Queste componenti non verbali del testo sono fondamentali per chi fa lettura “a scansione”, cioè senza far passare parola per parola. Indovina? Non è un metodo usato solo da chi ha difficoltà di lettura ma da quasi tutte le persone che leggono online.

 

Come rendere accessibile la formattazione:

  • punta alla coerenza visiva: pochi colori e semplici da percepire (no verde su rosso, per esempio)
  • sfrutta al meglio titoli e sottotitoli per guidare la lettura, anticipando chiaramente cosa contiene quel paragrafo
  • metti sempre in evidenza (per esempio con i grassetti) le informazioni principali, così sarà più facile trovarle

 

Immagini, gif e screenshot

È vero che le immagini parlano più delle parole? Che sono più immediate? Dipende: è vero che possono integrare il messaggio e renderlo più chiaro, ma solo se c’è un buon equilibrio tra componente testuale e visuale (e se le immagini sono accessibili).

 

Quindi, come usare le immagini in modo accessibile: ricordati di inserire sempre gli alt text.

I testi alternativi sono quelle descrizioni che vengono lette dagli strumenti di lettura assistiva, o che compaiono al posto dell’immagine quando la connessione è scarsa e non riescono a caricarsi.

Mi raccomando, prenditi qualche minuto per scrivere descrizioni complete, che aiutino le persone a immaginarsi davvero cosa c’è in quella fotografia.

Per esempio: guarda l’immagine qui sotto.

 

paesaggio primaverile: il fianco morbido di una collina è ricco di fiori, gialli, bianchi e rossi. Sullo sfondo, boschi di abeti delimitano l’orizzonte. Il cielo è carico di nuvole ma da uno spiraglio si intravede il rosso del tramonto

 

L’ho scaricata da Unsplash, è di Joel Holland, e la sua descrizione dice “fotografia aerea di fiori durante il giorno”. Non male. Ti propongo due varianti:

  • alt text poco accessibile: “paesaggio”. Cosa potrebbe mai immaginarsi chi non può vedere la foto e deve accontentarsi di quest’unica parola striminzita?
  • Alt text accessibile: “paesaggio primaverile: il fianco morbido di una collina è ricco di fiori, gialli, bianchi e rossi. Sullo sfondo, boschi di abeti delimitano l’orizzonte. Il cielo è carico di nuvole ma da uno spiraglio si intravede il rosso del tramonto”. Meglio, no?

 

Aggiungo un altro consiglio di accessibilità: inserisci le immagini quando servono davvero e se la loro presenza rende il contenuto più chiaro o coinvolgente. Non perché piacciono a te: perché servono a chi leggerà.

 

In conclusione

Scrivere per tutte e tutti significa strutturare l’esperienza di lettura. Non solo scegliere le parole giuste ma immaginare e creare un viaggio fatto di sensazioni e percezioni.
Scrivere, oggi, è anche progettare “come” verrà letto un testo.
La forma non è solo estetica. È parte del messaggio e della sua accessibilità.

 

E il consiglio extra per capire se hai messo i grassetti giusti?

Eccolo: una volta grassettate le parole e le parti principali, prova a leggere solo quelle, ignorando il resto del testo.

Il messaggio si capisce?

Ci sono le informazioni principali?

Se la risposta a entrambe le domande è sì, hai fatto un buon lavoro.

 

Una check-list finale per la tua scrittura accessibile

  • Hai evitato di usare le emoji al posto delle parole?
  • Le immagini hanno un testo alternativo?
  • I paragrafi sono brevi e con spazio tra uno e l’altro?
  • Hai usato grassetti o titoli per guidare la lettura?
  • Il testo sarebbe comprensibile se letto da un lettore vocale?

 

Già queste sono attenzioni importantissime e possono aprire il tuo testo a persone con diverse esigenze e capacità.

Se poi vuoi un elenco più completo che ti aiuti a controllare i tuoi testi prima di pubblicarli, ti lascio il link a “Parole aperte”: iscriviti per scaricare la check-list che ti aiuterà a scrivere testi senza barriere, capaci di fare spazio a tutte le persone a cui ti rivolgi.