Compiti per le vacanze: tre libri per ispirarti

libri per ispirare la creatività: nell'immagine, un collage digitale. Una pila di libri davanti a una grande luna piena, un pesce viola che aleggia nell'aria, un fiore sempre viola, alcune lettere dell'alfabeto ritagliate e dei puntini come fatti a pennarello

Compiti per le vacanze: tre libri per ispirarti

A me i compiti delle vacanze non dispiacevano.

Certo, quando non erano troppi.

Però ricordo il piacere di aprire i libri e fare cose che non dovevano essere pronte per il giorno dopo, il fatto di godermi l’anticipo, andare al mio ritmo. Mi sembravano diversissimi rispetto ai “compiti per domani”, di cui invece sentivo solo l’imperativo, la fretta, zero piacere.

Era come se i compiti delle vacanze avessero qualcosa di più creativo, fosse anche solo nell’organizzazione del tempo.

E così, quando dovevo decidere l’argomento di questo articolo, mi sono detta: ma perché non proporre dei compiti per le vacanze che diano quella sensazione di energia e brulichio di idee? Quindi, oggi ti suggerisco tre libri da leggere -ma anche sfogliare, osservare e indagare- che credo potranno regalarti tante ispirazioni.

 

Mi raccomando, non smettere mai di andare alla ricerca di nuovi sguardi.

Una buona storia ha bisogno di nutrimento. E la tua comunicazione è una storia. Con obiettivi precisi e un fortissimo legame con le tue azioni e il tuo futuro. Non una storia di fantasia, ma una storia che ha bisogno anche di fantasia, per non ripetersi, non bloccarsi e trovare sempre nuovi modi di appassionare le persone a cui vuoi parlare.

È per questo che le ispirazioni non sono mai abbastanza. E oggi ti lascio tre scrigni in cui puoi trovarne moltissime. Sono libri che non c’entrano con lo storytelling, la scrittura o il branding. Ma spesso gli spunti per dare alla nostra storia un’identità e una lucentezza che siano diverse dalle altre arrivano da strade laterali.

Se sei pronta, ecco i miei consigli di viaggio.

 

L’orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano
di Pia Pera

Ho scoperto questo libro da una delle newsletter di Valentina Aversano – che ti consiglio di seguire e qui trovi anche una diretta che abbiamo fatto insieme per parlare di pratica creativa.

Copertina del libro "L'orto di un perdigiorno"

Copertina del libro “L’orto di un perdigiorno”

“L’orto di un perdigiorno” è il racconto che Pia Pera, scrittrice e traduttrice, fa della sua avventura con un orto tutto da progettare, avviare e far crescere.

Ti consiglierei questo libro anche solo per come è scritto. Mentre leggi riesci a immaginare quello che l’autrice ti sta raccontando. È una scrittura sensoriale e insieme delicata, semplice ed elegantissima. Io, che di solito non amo le lunghe descrizioni, leggevo e pensavo che ne volevo ancora. Scritte così, non sono mai abbastanza.

Ma c’è un altro motivo per cui te lo consiglio.

Mentre parla di semine, stagioni che passano, fioriture e metodi per vangare, Pia Pera parla di creare. E allora, se vuoi, parla anche di te. Delle difficoltà degli inizi, di quando ti stupisci perché qualcosa sta spuntando, dei fallimenti e del ricominciare.

 

“E comunque fanno comodo, i contorni ben tracciati. È come disporre di un argine, sapere per certo dove si può lasciar correre e dove invece bisogna esigere chiarezza.”

Case
di María José Ferrada e Pep Carrió

La prima cosa che ho pensato quando ho scoperto questo libro è che mi ricordava tantissimo la mia avventura con le storie minuscole – forse non lo sai, ma nel 2016 ho scritto 366 micro storie, che la mia amica Giovanna illustrava giorno per giorno: l’ho raccontato qui.

Copertina del libro illustrato "Case"

Copertina del libro illustrato “Case”

“Case” è nato con una dinamica simile. Pep Carriò ogni giorno disegna una casa e nel 2020 quaranta di questi disegni arrivano dall’altra parte del mondo, dalla Spagna al Cile, a María José Ferrada. Lei, per ognuna di queste case, inventa una storia.

Il libro raccoglie queste narrazioni specchiate, disegno e parole, e crea una melodia onirica e un po’ malinconica.

Per me è sempre interessantissimo vedere come la stessa cosa viene raccontata con le parole e con le immagini. Si richiamano? Si somigliano? Io cosa avrei scritto partendo da quel disegno? Cosa avrei disegnato se avessi letto quella storia?

È importante provare a capovolgere lo sguardo. Spostarlo dalle scritte alle linee, dalle righe di testo ai colori. Per inventare, dobbiamo allenare anche questa flessibilità. Cambiare prospettiva, chiederci “e io cosa avrei fatto, cosa avrei visto?”.

E poi è bellissimo. Visivamente, meraviglioso.

 

“La casa di Yaro Mbeki era una casa con una sola stanza. Nessuno capiva come fosse possibile che dentro ci stessero, oltre al letto e al divano, un bosco, tre stormi d’uccelli e il sole del pomeriggio.”

 

Immagina
di Emily Winfield Martin

Anche questo terzo libro “delle vacanze” è illustrato. Anzi, è quasi solo illustrato perché le parole, qui, sono pochissime. Sono giusto un accenno, un invito a iniziare il gioco dell’immaginazione.

Copertina del libro illustrato "Immagina"

Copertina del libro illustrato “Immagina”

L’autrice -e illustratrice- ci invita a inventare. Non ci racconta una storia fatta e finita, ma in realtà non ci regala nemmeno degli inizi. Quello che troviamo in queste pagine sono frammenti. Non sappiamo se l’immagine che guardiamo e le poche parole che la accompagnano sono l’incipit della storia. Magari è la fine, magari ne è il cuore. Siamo noi a deciderlo.

Quello che possiamo fare è prendere quel frammento e provare a ricamarci intorno una trama. Cos’è successo prima? Perché la bambina indossa una maschera da orso? Questo leone gigantesco esiste davvero o è un sogno?

Tra le pagine di “Immagina” troviamo dei fotogrammi. E poi siamo libere di inventare. Creare, immaginare (appunto).

Te lo consiglio con tutto il cuore. È un libro che, oltre a ispirare, fa stare bene.

 

“Non aveva creduto al giardino notturno.”

 

Se vedi che hai tempo per altri compiti delle vacanze, ti lascio anche il link alle risorse gratuite che trovi qui sul sito: ce n’è una dedicata alla pratica creativa ma se vuoi ne trovi anche su scrittura e comunicazione.