Chiudere un canale di comunicazione: fa paura, ma si può
In comunicazione si può cambiare idea.
E, a volte, cambiare idea vuol dire chiudere un canale – smettere di usarlo per condividere contenuti o per relazionarti con le tue persone.
Non è necessariamente un fallimento, anche se magari il motivo per cui hai scelto di non usare più quello strumento è proprio il fatto che, per te, non sta più funzionando.
Anzi, ti dico una cosa: decidere di non continuare a comunicare su un determinato canale può voler dire che sai osservare e prendere decisioni non scontate.
A volte, infatti, scegliere di “mandare in pensione” uno strumento è una scelta strategica, che arriva dopo tante analisi e tanti ragionamenti.
A me è successo con pagina e gruppo Facebook
Per quanto riguarda la pagina non la faccio tanto lunga perché il percorso di decisione è stato semplice: i contenuti non andavano, il mio pubblico reagiva molto di più su Instagram e, dopo qualche tentativo di creare una programmazione dedicata, ho pensato di limitare le energie e lasciarla perdere.
Per il gruppo, invece, è stato meno scontato.
Durante i primi anni, mi ha portato degli ottimi risultati. Si iscrivevano sempre persone nuove, in target con i miei obiettivi e interessate a quello che condividevo. Le interazioni erano buone e periodicamente mi arrivavano richieste di lavoro proprio da persone che mi avevano conosciuta meglio grazie al gruppo.
Poi però le cose hanno iniziato a rallentare.
Ma non tutte, ed è per quello che ci ho messo un po’ a decidere di chiuderlo.
Rallentavano infatti le visualizzazioni dei contenuti. I commenti erano diventati pochissimi. Però continuavano ad arrivare persone nuove. Quindi il gruppo cresceva: quando ho annunciato la chiusura, eravamo quasi in 800.
Però non potevo nascondermi la verità: di quelle 800, solo 20-30 vedevano i miei post. Di quelle 20 o 30, solo una o due mi dava un feedback con un commento.
Ma io, ogni mese, creavo una programmazione ad hoc. Un argomento da approfondire, risorse da scaricare, la mia disponibilità a rispondere a domande e dubbi.
A un certo punto ho dovuto fare bene i conti e la risposta che mi sono data è stata: ok, è tempo di chiudere. Di dare spazio ed energia ad altri canali, che stanno funzionando e che hanno una prospettiva più rosea di questo.
Ma, ti dico la verità: non è stato facile.
Non è mai facile rinunciare, chiudere, ammettere che non sta funzionando.
Perché è così difficile abbandonare un canale?
Perché ti sembra di perdere quel pubblico, quelle occasioni di relazione.
Ma, se ci pensi bene, li hai già persi.
Quei numeri, quei nomi, quelle mail (se parliamo di una newsletter) sono fantasmi. O trovi il modo di riattivare quello strumento -se ha senso davvero- o accetti che si tratta di presenze vuote, di cifre che non hanno nessuna sostanza.
Per la fatica che hai fatto finora per portare avanti quella comunicazione.
Sorella, lo capisco.
Ho passato tre anni a creare ogni mese dei contenuti esclusivi. Guide in pdf da scaricare, approfondimenti, consigli, risposte.
L’idea di perdere tutto mi faceva abbastanza male.
Ma i numeri e la mia strategia parlavano chiaro: non aveva senso insistere.
Allora ho avvisato le persone che si erano iscritte della prossima chiusura. Ho dato loro il tempo di scaricare tutto quello che non volevano perdere. In questo modo i miei contenuti restano, solo da un’altra parte.
Perché valutare un’alternativa è faticoso.
Vero. Verissimo. Ma fa parte della sana fluidità che ha una strategia di comunicazione sana.
Che non vuol dire cambiare posto ogni mese -sarebbe inutilmente stancante, tra l’altro- ma non farsi pietra, sapere quando è il momento di smuovere le radici e andare a radicarsi altrove.
Perché a volte quel posto è l’unico in cui siamo.
Se anche tu sei una di quelle freelance, artigiane o consulenti che usano solo Instagram per promuoversi, fermiamo tutto: ti prego, fai attenzione perché è molto rischioso.
È rischioso in generale stare in un posto solo -per quello parlo di ecosistema di comunicazione– ma lo è ancora di più se quell’unico posto è un social: non è un posto davvero nostro, non facciamo noi le regole, tutto può cambiare da un giorno con l’altro.
E ricominciare altrove, da zero, è un lavoraccio.
Per quello si tende a insistere, a stare. Non tanto perché ci stiamo bene, ma perché non avremmo le forze di migrare da un’altra parte.
Ma allora cosa puoi fare, se le cose su uno dei tuoi canali proprio non funzionano più?
Piccola guida strategica di cambiamento
1) Sii onesta e guarda con attenzione
Analizza quel contesto in cui ti racconti. Osserva come sta andando, cosa non sta funzionando e perché. Cerca di capire che prospettive ti offre, ma per davvero: magari ha senso starci ma devi ricalibrare gli obiettivi.
Per dire: magari pensavi che Instagram ti servisse per vendere e invece capisci che può funzionare per ascoltare e comprendere le esigenze delle tue clienti.
2) Inizia a seminare in un altro posto, se ancora non ci sei
Non un posto a caso.
Non il social del momento.
Non quel canale che usa quella tizia che ammiro, perché magari va benissimo per lei ma per te chissà.
Parti sempre dai tuoi obiettivi, dalla tua identità, dalla tua voce e dalle persone a cui vuoi parlare. La scelta di dove andare comincia da lì.
3) Ascolta con attenzione il tuo pubblico
Cerca di capire dove sono queste persone, ma anche dove vorrebbero essere: magari intercetti un desiderio e riesci a offrire un’idea nuova, un modo diverso di trovarsi, di condividere e di parlare. Un modo in sintonia sia con te che con loro.
4) In generale, tieni allenata la flessibilità
Come ti dicevo prima, comincia non stando in un posto solo -ma nemmeno ovunque- e cerca di far crescere radici che non siano troppo rigide.
La comunicazione online cambia spesso le regole del gioco.
Lo so, starci dietro è una gran fatica ma possiamo trovare un modo che sia nostro, e che sia sostenibile, per raccontarci senza disperdere troppe energie. E stando bene. Con la nostra storia, le nostre parole, il nostro modo di occupare quello spazio.
Se hai bisogno di ragionarci insieme, io ci sono.
Una delle cose che amo di più è inventare un modo comodo di abitare la comunicazione. Che funzioni, certo, ma in cui si abbia voglia di tornare.
Intanto, ti lascio il link alle risorse gratuite che ho creato per aiutarti a comunicare meglio. Esplorale, usale al meglio. Sono lì per te.