Perché ti sembra di non avere idee

come trovare idee

Perché ti sembra di non avere idee

Uh quante volte me lo sono sentito dire.

“Come fai ad avere tutte quelle idee?”

“Quando devo fare un post non so MAI cosa scrivere”.

“Sui miei canali social ho paura di essere ripetitiva”.

Allora, bella mia, partiamo da qui: trovare idee per la propria comunicazione è una cosa che si può migliorare. Una specie di allenamento – la creatività è un muscolo, ricordi? E il primo passo per allenarsi è questo: capire perché ti sembra di non avere idee.

 

1. Non ti metti nell’ottica di cercare

Quest’estate ho letto un libro bellissimo (*), un romanzo per ragazzi, che a un certo punto mi ha regalato la frase perfetta per spiegare quello che voglio dirti adesso:

Ora che possedevo qualcosa per prendere appunti, vedevo cose che non avevo mai notato prima”.

Il “qualcosa per prendere appunti” oltre che essere un oggetto concreto (ma ne parliamo tra poco) è soprattutto uno stato mentale, un “mettersi nell’ottica di”. Guardati intorno con lo sguardo di chi vuole trovare spunti e idee. La mia amica Katiuscia direbbe che è “l’atteggiamento del collagista” ed è proprio così: guarda pensando di raccogliere.

 

2. Dai troppa fiducia alla tua memoria

Quante volte nel momento in cui ti viene un’idea pensi “ma sì, non la segno tanto me la ricordo”.

No no no no no. Fidarsi della nostra capacità di ripescare un’intuizione dopo tanto tempo, a comando, non è mai (MAI) una buona idea. Segna tutto, dove ti capita, pure su un tovagliolino del bar, ma segna.

 

3. Ti arrendi subito

Spesso (quasi sempre) le idee ci mettono un pochino per arrivare. Soprattutto quando non si tratta dell’intuizione inaspettata ma ci siamo messe lì a cercare perché abbiamo bisogno di nuovi contenuti (per un piano editoriale, per pubblicare qualcosa su Instagram, perché vogliamo lanciare un nuovo prodotto o servizio).

Ecco, quanto tempo ti concedi in quel caso? Spoiler: a volte ne serve tanto, soprattutto se non siamo molto allenate.

Non arrenderti subito. Magari fai una pausa, chiudi tutto ma con l’intenzione di riprendere il lavoro a mente fresca. È una ricerca che a volte è faticosa, lo so, ma poi i risultati arrivano.

 

4. Non ti alleni a guardare

Allenarsi non vuol dire solo mettersi nell’ottica di cercare, eh: vuol dire esercitarsi, anche senza un obiettivo preciso, a trasformare quello che abbiamo intorno in nuove idee.

Bisognerebbe farlo un po’ tutti i giorni, come quando inizi a correre e prima di arrivare a un’ora di corsa filata devi correre un pochino tutti i giorni, alzando la posta piano piano – credo che funzioni così, in realtà sono talmente poco sportiva che potrei aver scazzato la similitudine, ma vabbè, porta pazienza, il concetto più o meno è quello.

Mettiti in gioco. Esercitati. Vedrai che poi diventa sempre più facile.

 

Che dici, partiamo da qui?

Se poi vorrai lavorarci insieme, ti ricordo che il 19 ottobre a Milano c’è “Il metodo Fletcher”, il corso in cui ti insegnerò tutto questo ma ispirandomi alla super Jessicona, che come riesce lei a trasformare quello che vede in una storia, nessuno mai.

(Ci sono ancora pochi posti, poi non dire che non ti avevo avvisata.)

 

(*) L’evoluzione di Calpurnia, Jacqueline Kelly, Salani Editore.

 

(foto Skyler Huang on Unsplash)

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