Nutri la tua immaginazione

nutri la tua immaginazione

Nutri la tua immaginazione

Costruire una comunicazione che funzioni non è facile, lo so.

Intanto bisogna avere chiaro il punto di partenza – qual è il suo obiettivo, l’identità della tua attività, i suoi valori e a chi vorrai parlare; poi si mettono le basi, si pianifica per bene e finalmente si parte.

A quel punto, c’è un’altra cosa da fare – una cosa che, ti dirò, dovresti fare sempre: nutrire la tua immaginazione.

 

Sperimenta altri punti di vista

Una comunicazione per essere efficace non deve essere un monologo: quando raccontiamo il nostro lavoro lo facciamo sempre rivolgendoci a qualcuno e questa è una prospettiva che non dobbiamo mai dimenticare.

Certo, il nostro storytelling parla di noi, ma solo in parte: affinché sia coinvolgente e crei partecipazione deve parlare anche di chi lo leggerà, deve prevedere nella narrazione il punto di vista di queste persone, che poi sono i nostri clienti attuali e potenziali.

Ecco, nutrire la nostra immaginazione con letture, esercizi creativi e nuove esperienze (anche piccole) ci aiuta a fare nostri altri punti di vista, a sviluppare la capacità di comprendere nel nostro sguardo quello degli altri. E quindi a raccontarci meglio.

 

Fai crescere il tuo archivio di storie

Per non ritrovarci con una comunicazione noiosa e ripetitiva, dobbiamo imparare a variare i nostri contenuti: per riuscirci però servono tante idee diverse, e come si fa a trovarle?

Ora, il discorso sarebbe un po’ lungo – e se vuoi approfondirlo ti ricordo che tra una decina di giorni parte Jellyfish, il corso online dedicato proprio ad allenare il tuo pensiero creativo – ma intanto ti posso dire una cosa: più saprai arricchire il tuo personale archivio di storie, più spunti avrai a disposizione per creare contenuti originali e interessanti.

Sì perché il nostro cervello funziona così: più cose sa, più cose può creare. Immaginalo come un bellissimo laboratorio: riempi i suoi scaffali, spalanca le finestre e invita un sacco di gente. In un laboratorio così non potrai che lavorare a uno storytelling bellissimo.

 

L’immaginazione rende unici

Ultimamente ne abbiamo parlato anche sul gruppo Facebook: ispirarsi non vuol dire copiare gli altri. Solo che, diciamoci la verità: quando trovare nuove idee diventa stressante, la tentazione di guardarsi intorno “un po’ troppo attentamente” è forte.

Insomma, copiare è facile. E si fa poca fatica. Solo che alla lunga non paga, perché avremo solo contenuti pensati su obiettivi non nostri, per un target non nostro, adatti a una strategia non nostra. In sintesi: contenuti quasi casuali e zero risultati.

Perché il nostro racconto sia efficace – cioè ci porti a raggiungere degli obiettivi – deve essere creato su di noi. Quindi servono idee ad hoc, non rubacchiate qua e là.

E qui torniamo alla tua immaginazione: se l’avrai nutrita a sufficienza e allenata con costanza, creare uno storytelling originale e cucito sui tuoi obiettivi non sarà così difficile.

 

Se a questo punto stai pensando che la tua immaginazione inizia a fare le ragnatele, non ti preoccupare, ho tre proposte per te:

se la tua creatività è proprio bloccata e vuoi dedicarle un mese di lavoro intenso e con me sempre lì a supportarti, c’è Jellyfish: ci sono ancora un paio di posti liberi e ti assicuro che sarà una bella svolta;

se vuoi invece allenarti da sola, con i tuoi ritmi e i tuoi tempi (e con un sottofondo anni ’80 che ti darà un sacco di energia) c’è Scaldamuscoli;

se cerchi qualcosa che ti faccia scoprire nuovi sguardi, ti inviti a uscire dalla tua bolla e a metterti in gioco, allora ti consiglio di partire con il Quaderno delle ispirazioni: scommettiamo che ti diverti?

 

E per salutarti, ti lascio con una domanda: quando è stata l’ultima volta che hai arricchito il tuo personale archivio di storie e immaginazione?

 

(foto Mr TT on Unsplash)

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