Non dobbiamo essere per forza artisti

creatività, trovare idee, non serve essere artista

Non dobbiamo essere per forza artisti

Spesso quando si parla di creatività legata al business e alla comunicazione, si cade in quello che secondo me è un grosso (e pericoloso) equivoco: la si confonde con lo spirito artistico e invece no, non sono mica la stessa cosa ed esserne consapevoli è un primo importante passo per evitare frustrazioni e auto sabotaggi.

 

Frustrazioni e auto sabotaggi?

Sì, baby, esatto. Prova a pensarci: quante volte hai letto articoli, libri, ascoltato podcast e guardato video sulla creatività e ti sei detta “mh, non fa per me, io non ho uno spirito artistico”.

Ecco vedi, basta una frase così per convincersi che bon, non c’è niente da fare, noi che non siamo artisti non possiamo essere creativi e quindi è inutile fare tanta fatica perché tanto tutte quelle intuizioni non le avremo mai. E finisce che non ci proviamo neanche, che ci mettiamo in testa che faremo sempre fatica, che trovare nuove idee sarà sempre uno stress.

Brutta prospettiva, vero? E oltretutto ingannevole, perché – indovina? – non è vero.

Certo, una visione artistica della vita e delle cose aiuta tantissimo ed è sicuramente un vantaggio MA possiamo allenare la creatività anche se noi, artisti, non lo siamo.

 

La creatività è anche altro

Noi che amiamo il bello, l’immaginazione e la fantasia – mi ci metto dentro anche io, eh – tendiamo un po’ ad associare creatività e arte ma questa è visione solo parziale e pure limitante.

Le idee creative esistono in moltissimi altri campi, anche lontanissimi dall’arte. Pensa alla scienza, per esempio: le scoperte scientifiche non sono solo il risultato di calcoli, logica e razionalità. Sono anche quello, ma poi c’è sempre il momento dell’insight, l’attimo in cui tutto quello che si è studiato e sperimentato e analizzato si combina in un modo completamente nuovo e SBAM, arriva l’idea che rivoluziona tutto.

Il fatto è che non siamo abituate a pensare agli scienziati come creativi ma in un certo senso lo sono anche loro. In modo diverso dagli artisti e da quelli che di solito consideriamo “creativi”, ma una bella dose di creatività c’è anche nella scienza dura e pura.

 

E poi c’è il marketing

Dai, qui c’è tutta una narrazione condivisa che ci presenta i grandi del marketing come personalità creative. È quasi un racconto epico, con tanto di ostacoli che l’eroe deve superare, momenti di crisi, fallimenti, risalite e intuizioni sensazionali.

Ora, senza doverci per forza paragonare allo Steve Jobs di turno, nel marketing – e nella comunicazione – le intuizioni e i momenti creativi sono processi che fanno parte del lavoro e del suo racconto.

Possiamo allenarci ad essere più creative nel nostro business e nella narrazione che facciamo di esso pur non avendo uno spirito artistico super sviluppato. Quello che serve, qui, è uno sguardo attento, la voglia di fare-studiare-sperimentare, la capacità di collegare cose apparentemente lontane tra loro (altra cosa, questa che si può allenare e migliorare, quindi la scusa “eh ma io non sono capace” non vale). Ah, e zero pigrizia: trovare idee comporta fatica, è bellissimo ma un po’ si suda.

 

Se vuoi te lo insegno

Il 19 ottobre a Milano, durante “Il metodo Fletcher”: lì ci ispireremo alla mitica Jessicona e troveremo insieme nuove idee come se fossimo al centro di un caso da risolvere, ma le strategie poi sono generalizzabili. Impari una volta, trovi idee sempre.

Ci sono ancora pochi posti, eh: salti a bordo?

 

(foto Stoica Ionela on Unsplash)

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