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La vulnerabilità come linfa di una storia potente

vulnerabilità e comunicazione: per raffigurare il concetto, il collage nell'immagine è un cuore anatomico dal quale sboccia una rosa

La vulnerabilità come linfa di una storia potente

La vulnerabilità è un elemento capace di trasformare una storia. È qualcosa che può renderla coinvolgente, una storia in cui chi sta dall’altra parte si può immedesimare perché sente di potersi fidare.

Molte volte, però, sottovalutiamo questa importanza della vulnerabilità. Anzi, arriviamo a considerarla un pericolo, perché ci porta a esporci, a mettere in gioco aspetti di noi che consideriamo -spesso a torto- debolezze.

 

“Il potere della vulnerabilità”

Questo titolo, che ho riportato tra virgolette, riprende un famosissimo Ted Talk di Brené Brown, studiosa di Scienze Sociali specializzata in ricerche sul coraggio, sulla vergogna, sull’empatia e, appunto, sulla vulnerabilità.

Questo suo speech -che ti consiglio di vedere- è di grande ispirazione. Ma non solo: è utilissimo se vuoi comprendere un po’ meglio perché la vulnerabilità è uno stato che, se da un lato ci mette in una posizione di rischio, dall’altro ci libera e ci consente di immedesimarci. Di appartenere.

 

Quello che ci rende vulnerabili -innamorarci, appassionarci a qualcosa, esporci, dire ad alta voce un pensiero o un sentimento- tutto questo ci rende anche profondamente umani.

 

Abbracciare la nostra vulnerabilità, quindi, vuol dire avere il coraggio di essere chi siamo. E di dirlo. Perché in quel momento siamo consapevoli di meritare l’amore, l’attenzione, il rispetto di chi abbiamo davanti.

Abbracciare la nostra vulnerabilità è la consapevolezza che non tutto si può predire, o controllare.

 

Cosa c’entra la vulnerabilità con la comunicazione

Adesso che abbiamo una base comune per definire la vulnerabilità, vediamo perché è così importante per dare a una storia la capacità di entrare davvero in connessione con il suo pubblico.

Il fatto è questo: ogni giorno dobbiamo prendere un sacco di decisioni e spesso non sappiamo come orientarci perché temiamo di fare la scelta sbagliata.

 

È per questo che le storie sono così importanti: permettono a chi le incontra di vedere cosa succede a un’altra persona che magari sta attraversando il suo stesso conflitto, osservare come lo affronta e come lo risolve.

 

Davanti alle storie il nostro cervello immagina “cosa succederebbe se”: se prendessi quella decisione, se comprassi quel corso, se mi iscrivessi a quella scuola di cucito.

Quando una storia non nasconde la sua parte vulnerabile -la vulnerabilità delle persone protagoniste- ci aiuta a immedesimarci ancora di più. Vedere che quelle persone si espongono, rischiano, hanno paura, ce le fa sentire vicine. Così quella storia è onesta: non nasconde il pericolo, non nasconde il timore, e in più ci fa vedere come potremmo affrontarlo.

 

Mettersi in gioco

Quando scegli di progettare e condividere una storia nella quale ti mostri vulnerabile permetti alle persone che la incontreranno di sentirsi più vicine a te. Alle tue vicende, alla tua crescita, alla tua visione.

 

Non ci servono storie in cui ci sono solo eroi o eroine che non hanno paura di niente. Perché quelle storie non sono oneste. Non sono credibili. Non ci toccano. Quelle che cerchiamo, che amiamo, sono le storie in cui possiamo rispecchiarci. E, se manca la vulnerabilità, quel rispecchiamento si fa impossibile.

 

Ma c’è un altro aspetto della costruzione delle storie che è legato al permettersi di essere vulnerabili di cui vorrei parlarti ed è quello che c’entra con la ricerca delle idee.

Quando hai una storia da progettare e portare avanti, ti servono idee. Spunti, cose da raccontare e condividere. Ecco, sono convinta che se non ci autorizziamo a essere vulnerabili mentre andiamo alla ricerca di quelle idee, non ne troveremo di rivoluzionarie.

Se non ci permettiamo di essere vulnerabili, non ci prenderemo il rischio di cercare risposte profonde, soluzioni inaspettate.

 

La vulnerabilità toglie alle idee la corazza della distanza, ci aiuta a raccontare una storia da un punto di vista più vivo, più scoperto. Più nostro.

 

Fa paura, sì. Ma è quello che rende potente la nostra narrazione. Personale, pulsante e capace di arrivare in profondità.

 

Se vuoi, le radici e la voce della tua storia le troveremo insieme. Senza scappare dalla vulnerabilità. Conoscendola e trasformandola in parole.

Scaveremo e progetteremo una narrazione capace di portarti lontano.

 

Una risorsa per le tue idee

Per chiudere questa riflessione, ti lascio un regalo.

È un percorso gratuito che ti accompagna alla ricerca di spunti creativi per raccontarti. È un allenamento di fantasia orientato alla comunicazione. Si chiama Fantastica e puoi iscriverti qui.