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Testo: senso e significato non sono la stessa cosa

Testo: senso e significato non sono la stessa cosa

Ci sono due parole che usiamo come sinonimi quando parliamo di un testo, o di un contenuto (che, ricordiamolo, è composto dal testo e da altri elementi, come per esempio un’immagine o dei suoni). Queste due parole sono “significato” e “senso”. E, in effetti, entrambe si riferiscono all’azione di comprendere ciò che abbiamo davanti ma non si riferiscono esattamente alla stessa cosa.

 

L’obiettivo di un testo

Partiamo da qui, da quello che possiamo considerare l’obiettivo “trasversale” di un testo, di qualsiasi testo: trasmettere un messaggio.

Scrivere è inviare un segnale che si serve di un codice condiviso – appunto, la scrittura. In questo caso il segnale è volontario e consapevole: decidiamo di scrivere un testo e ci aspettiamo che, dall’altra parte, venga letto e recepito.

“Recepito”: questo è il nostro obiettivo finale, il fatto che il messaggio che abbiamo inviato arrivi a destinazione e venga compreso.

 

Ogni testo, poi, ha un obiettivo specifico che dobbiamo aver presente già da quando lo progettiamo. È diverso, infatti, ideare e scrivere un testo con il quale vogliamo:

  • informare
  • emozionare
  • aiutare
  • risolvere un problema
  • intrattenere
  • divertire
  • vendere

 

Riuscire a trasmettere il messaggio, quindi, è indispensabile affinché le persone a cui ci rivolgiamo comprendano il nostro testo e, magari, mettano in atto il cambiamento o l’azione che quel testo chiedeva loro.

Il messaggio, però, viene decodificato e interpretato sulla base dei due elementi che ti anticipavo all’inizio dell’articolo: il significato e il senso.

 

Differenza tra significato e senso

Partiamo dal significato. Treccani lo definisce così:

 

Il contenuto espressivo di qualsiasi mezzo di comunicazione (parole o frasi, gesti, segni grafici ecc.). In linguistica, ciò che si vuol dire pronunciando una frase o una parola, il messaggio cioè che con queste si trasmette.

 

Il significato, quindi, è ciò che comprendiamo leggendo il testo. È il risultato dell’opera di traduzione che facciamo nel momento in cui trasformiamo simboli grafici -lettere e parole- in immagini e concetti.

Riuscire a comprendere il significato di un testo dipende da:

  • il fatto di intercettare o meno il segnale (incontrare il testo)
  • distinguere l’informazione dal rumore di fondo (e questo è un passaggio su cui influisce molto la soggettività: cosa consideri messaggio e cosa contesto? Ma anche: cosa sei in grado di decodificare con le tue capacità e nella situazione in cui ti trovi?)
  • conoscere il codice che ci permette di capire (nel caso di un testo scritto: saper leggere in quella lingua)

 

Il senso, al contrario del significato, non riguarda solo la codifica stretta del messaggio ma dipende da noi, da come lo percepiamo in quel momento, dalla situazione in cui ci troviamo a leggere e soprattutto dal nostro background.

 

Il senso, quindi, al contrario del significato è questione di interpretazione. È soggettivo e cambia a seconda della condizione in cui recepiamo il messaggio.
Se il significato è permanente, il senso è contingente.

 

Per esempio, prendiamo questo testo:

 

Ikea, testo spot "vicini a ogni casa"

 

Il significato riguarda il contenuto delle parole. È uguale per chiunque riesca a decodificarlo.

Il senso, invece, dipende da tante altre variabili:

  • che emozioni provi leggendo di case, vicinanze e cambiamenti?
  • Che ricordi va a toccare questo contenuto?
  • A cosa si collega, a quale immaginario?

 

Per questo il senso è diverso per ogni persona. E cambia, nella stessa persona, a seconda del momento o della situazione in cui si trova.

 

Cosa puoi fare per favorire la giusta interpretazione

Nonostante queste premesse, il senso non è del tutto incontrollabile. Ci sono alcune accortezze che possiamo mettere in atto per indirizzare il senso, quindi l’interpretazione:

  • innanzitutto, conoscere bene il nostro pubblico: non solo per quanto riguarda età, genere e interessi, ma scavando fino a conoscere il mondo emotivo di queste persone
  • non limitarci a progettare un buon testo ma lavorare sul contesto in cui lo inseriremo: l’ecosistema dei contenuti, il tono di voce della scrittura, il nostro personal branding
  • tenere sempre presente l’impatto emotivo delle parole che scegliamo di scrivere: impariamo ad andare oltre le informazioni e a progettare testi (e storie) appassionanti. C’è sempre la possibilità di rendere una storia coinvolgente, anche quando non sembra: basta non scappare dalla vulnerabilità.

 

Comincia da qui. Lavora su più piani e tieni sempre presente le persone per cui stai scrivendo. Al centro ci sono sempre loro, con il loro background e la loro personalissima costruzione del senso.

Le parole che scriverai dovranno risplendere.

 

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