Nella comunicazione, lo spazio è relazione

visual design, scrittura web, comunicazione

Nella comunicazione, lo spazio è relazione

Il racconto che fai di te, online ma anche offline, è fatto di tante componenti: le parole, le intonazioni, le immagini, l’alternarsi tra voce e silenzio. E poi c’è lo spazio, un elemento che spesso sottovalutiamo e che invece è importantissimo perché è, prima di tutto, relazione.

 

Ma in che senso lo spazio è relazione?

Prova a pensare a uno spazio fisico. Immagina di entrare per la prima volta in una casa in cui non sei mai stata prima. La casa è ingombra di cose, tanto che quasi fai fatica a camminare, ma sei arrivata lì per un motivo e decidi di restare comunque e di esplorare lo spazio. Metti che a un certo punto ti viene sete e vuoi andare in cucina per versarti un bicchiere d’acqua: ecco, immagina di non trovarla per un bel po’, la cucina, perché per arrivarci hai dovuto prima attraversare una camera da letto e un bagno. Solo dopo, in fondo, quasi irraggiungibile, c’era la cucina con il tuo preziosissimo bicchiere d’acqua.

Ora, a parte che se non fossi stata molto motivata dalla sete, probabilmente te ne saresti andata molto prima, ma dimmi: che sensazioni ti suscita questa casa immaginaria? A me fatica, disorientamento, desiderio di fuga. È un posto dove non vorrei andare e, se proprio dovessi, cercherei di filarmela presto.

La relazione tra me e quello spazio non sarebbe positiva.

 

I tuoi spazi online sono come quella casa

No, non intendo claustrofobici e deliranti, ma nel senso che sono posti dove le persone – i tuoi lettori – arrivano e, mentre sono lì, provano delle sensazioni. Instaurano una relazione con quel luogo virtuale e quindi, indirettamente, anche con te.

Il tuo sito è uno spazio nel quale si crea una relazione, ma anche la tua newsletter, i tuoi post su Facebook o su Instagram, spazi più piccoli ma che hanno comunque una componente fisica e visiva, una spazialità che trasmette sensazioni, anche quando razionalmente non ce ne rendiamo conto.

Ti faccio qualche esempio: ti è mai capitato di dover cercare un’informazione in un sito e metterci un sacco di tempo perché sembrava una caccia al tesoro? O di navigare in un blog con un milione di categorie, così tante da essere inutili per orientarsi tra i contenuti? O ancora, di leggere un post su Facebook luuuungo come un libro (ok, un librino), senza che il testo andasse mai a capo, senza righe vuote dove far riposare gli occhi? O di (provare a) leggere un post su Instagram lunghissimo e fatto praticamente solo di emoticon e parole in caps lock?

Ecco, trovarsi in quegli spazi è come attraversare la casa che ti ho descritto prima. Viene voglia di scappare e non tornarci mai più.

 

Quindi, cosa puoi fare?

Ogni volta che devi creare un contenuto per la tua comunicazione, non dimenticare che è anche uno spazio, un posto nel quale i tuoi lettori sosteranno, almeno per il tempo della lettura.

In quanto spazio, quel contenuto ti aiuterà a instaurare una relazione con chi ne verrà a contatto, interessandolo, emozionandolo, aiutandolo a restare e a leggere altro oppure facendolo andare oltre il più velocemente possibile.

Crea spazi narrativi dove, oltre a trovare contenuti utili e di qualità, sia bello stare.

Prova a rivedere la tua comunicazione in quest’ottica e, se vorrai, ti accompagnerò nell’analisi, individuando cosa non va nello spazio del tuo racconto e spiegandoti come migliorarlo, passo dopo passo. Scrivimi, ti aspetto.

 

(foto Scott Webb on Unsplash)

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