Migliorare come professioniste: non c’è un solo modo

far crescere il proprio lavoro da freelance

Migliorare come professioniste: non c’è un solo modo

Anche oggi, come la scorsa settimana ti parlo di crescita e di cosa può significare questa parola. Non in generale, eh, ma di cosa significa per noi.

Oggi però allargo un po’ il campo e vorrei ragionare sul significato che diamo alla crescita di noi come professioniste.

 

Spoiler 1: non c’è una riposta sola, tantomeno una giusta

Partiamo da qui, che poi più che una partenza sembra una conclusione: cosa vuol dire crescere come professioniste? Dipende. E no, non dire che “dipende” è una brutta parola, una non-risposta perché non è così, anzi: è una risposta preziosa perché vuol dire che non c’è una direzione unica, un modo solo di crescere e soprattutto di sentirsi soddisfatte.

Prova a pensarci, “crescere nel proprio lavoro” può davvero significare cose diverse e queste, a loro volta, possono prendere tante sfumature, una per ciascuna di noi.

Crescere può voler dire, banalmente, guadagnare di più. Ed è un criterio validissimo e pure bello – basta con questa storia che i soldi non sono importanti, lo sono eccome. Ma “di più” quanto? Stabilisco una percentuale di crescita del fatturato? Valuto la mia “ricchezza” in base agli sfizi che mi posso permettere? O considero il rapporto entrate/uscite e calcolo quello che riesco a risparmiare in un anno?

Crescere può voler dire, anche, aumentare il numero di clienti. O passare da pochi clienti fissi a un numero più alto di clienti “temporanei”, oppure a un mix efficace dei due, che garantisce una base di entrate sicure e nello stesso tempo ti permette di immergerti in progetti diversi e non annoiarti mai.

Ma crescere può essere anche sinonimo di “lavorare bene”. E questo, a sua volta, può voler dire tante cose: lavorare meno, lavorare meglio, lavorare con clienti con cui siamo in sintonia svincolandoci piano piano da quelli con cui invece non sentiamo nessun feeling. Può significare permetterci uno studio tutto nostro, lavorare da casa mollando l’ufficio, decidere all’ultimo, giorno per giorno, dove portare computer e agenda e creare un ufficio temporaneo.

Insomma, crescere vuol dire stare meglio con il nostro lavoro (e grazie al nostro lavoro), ma è importante capire quali criteri sono importanti per noi.

 

Spoiler 2: le nostre risposte cambiano nel tempo

Questa è un’altra cosa che secondo me ci dobbiamo ricordare: il tempo cambia noi, cambia la nostra professione, i suoi obiettivi e quindi anche il significato di crescita.

Quando partiamo con il nostro lavoro da freelance, probabilmente l’obiettivo di crescita al quale punteremo sarà farci conoscere, creare un pubblico, iniziare a portare a casa i primi lavori e ricevere i primi feedback dai clienti. Poi arriverà una fase in cui la crescita sarà commisurata a qualche miglioramento qualitativo e quantitativo: siamo partite, abbiamo creato le basi di un’attività che adesso vogliamo stabilizzare, portare avanti con meno difficoltà e più guadagni.

A questo punto alcune strade si fermano e cercano di mantenere un equilibrio tra impegno e fatturato, qualità e quantità del lavoro, mentre altre scelgono di evolversi e crescere ancora. Crescere come? Dipende, appunto.

Io forse mi trovo in un punto che tiene dentro diversi significati di crescita: voglio migliorare il fatturato annuo e voglio continuare su una strada che per fortuna sto già percorrendo, quella che mi porta a lavorare sempre più spesso con realtà che mi piacciono, nelle quali credo, con cui posso sentirmi in sintonia – per valori, sguardo, idee. Poi certo, c’è ancora da migliorare ma i primi passi sono fatti, i primi segni di miglioramento sono qui e posso vederli.

E tu, in che modo vorresti migliorare il tuo lavoro e la tua vita da professionista?

 

(foto Alex Jurj on Unsplash)

Non ci sono commenti

Lascia un commento