Micro copy: i piccoli testi da non sottovalutare

micro copy che funzionano

Micro copy: i piccoli testi da non sottovalutare

Quando si parla di copywriting e scrittura per il web spesso ci si riferisce solo a testi “lunghi”: gli articoli dei blog, le newsletter, le sales page, eccetera.

Eppure basta osservare con un po’ più di attenzione per trovare un sacco di testi piccoli, a volte minuscoli, che però sono fondamentali nella nostra esperienza di lettori. Sono i micro copy e oggi vorrei spiegarti perché sono così importanti e come puoi migliorare quelli presenti nella tua comunicazione.

 

Dove sono i micro copy

In un sacco di posti, per esempio:

  • sono micro copy tutte le call to action, gli inviti a compiere una determinata azione: devono saper attirare lo sguardo, essere chiari e farci capire cosa succederà quando avremo fatto ciò che ci suggeriscono;
  • i titoli: in poco spazio devono intercettare il potenziale lettore, saper anticipare il contenuto che rappresentano, far venire voglia di leggere tutto;
  • i sottotitoli, o titoli di paragrafo: se scritti bene sanno riacciuffare chi, per noia o disinteresse, stava pensando di abbandonare la pagina;
  • i campi dei form per mandare una mail o per iscriversi a una newsletter;
  • le pagine di errore: possono essere semplici “Pagina inesistente” o rassicurare chi è capitato fin lì e magari reindirizzarlo verso un’altra sezione del sito;
  • i messaggi di conferma dopo un’iscrizione o un acquisto online.

 

Come sono quelli che funzionano

Intanto, sono chiari: lo spazio a disposizione è poco, non si può giocare all’interpretazione.  Per esempio, se devi comunicare a un utente che ha inserito una password sbagliata è meglio scrivere “La password è errata: riprova” piuttosto che “Mancato riconoscimento: confermare”.

Si avvicinano al linguaggio parlato: questo non vuol dire che devono avere per forza un tono super informale, ma è meglio che si allontanino il più possibile da uno stile freddo e burocratico: senti la differenza che c’è tra “Attendere, iscrizione in via di registrazione” e “Ci siamo quasi, stiamo registrando la tua iscrizione”.

Per quanto possibile, sono personalizzati e riprendono l’identità del contesto che li ospita: per esempio, nella barra di ricerca di Etsy c’è scritto “Cerca qualsiasi cosa su Etsy” e quel “qualsiasi cosa” mi fa proprio pensare che sì, siamo su Etsy, posso trovare tutto quello che cerco.

E poi aiutano a guidare il lettore nel viaggio che abbiamo progettato per lui: dove vorremmo che arrivasse, che strada vorremmo che percorresse? I micro testi ci aiutano ad accompagnarlo: è come se fossero piccoli cartelli, frecce colorate, indicazioni su una mappa.

 

Esercizio: i tuoi micro copy come stanno?

Sarebbe buona cosa controllarli tutti ma oggi ti do un compito particolare: osserva le call to action che hai inserito nelle pagine del tuo sito:

  • sono chiare, il lettore può capire esattamente cosa gli stai chiedendo di fare?
  • sono accoglienti, fanno sentire a proprio agio?
  • ti somigliano, hanno il tuo tono di voce?

 

Una volta che hai risposto a queste domande, chiediti come potresti migliorarle e poi inizia a lavorarci: a volte basta davvero una parola per fare la differenza e portare un utente a compiere un’azione che altrimenti non avrebbe considerato.

 

Se poi sei ancora in vena di osservare la tua comunicazione, iscriviti a Occhialetti: è un percorso gratuito che dura cinque giorni e ogni giorno ti darò le indicazioni per analizzare un aspetto del tuo racconto e capire come migliorarlo.

 

Ps: lo sai che puoi iscriverti al blog e ricevere le mie parole a domicilio?

 

(foto Nick Van Den Berg on Unsplash)