Il multitasking è una fregatura

il multitasking è una fregatura

Il multitasking è una fregatura

Dai, confessa: quante cose cerchi di fare contemporaneamente? E non ti chiedo di inoltrarti nella fittissima foresta del multitasking delle cose quotidiane – tipo quando al mattino addenti una fetta biscottata e intanto leggi un messaggio e intanto ti infili una scarpa e intanto pensi alle cose da fare entro sera.

No, restringiamo il campo, restiamo in quello che è il mio ambiente “naturale”: la comunicazione. Quando lavori alla tua, di comunicazione, riesci a fare una cosa per volta o ti trasformi in un polpo mille-braccia e tutto fare?

 

Spoiler: il multitasking non è mai la soluzione

In generale, eh, ma pure qui: quando si tratta di lavorare sul racconto online che facciamo di noi e della nostra attività, cercare di fare troppe cose insieme, invece di aiutarci, ci complica la vita.

Prova a pensarci, immagina la scena. Hai una mattina da dedicare alla tua comunicazione e ci sono diverse cose che devi fare – scrivere una newsletter, pianificare le tue uscite social del prossimo mese, magari preparare già i materiali e programmare i post.

Ecco, a questo punto ci sono due modi di procedere.

Puoi aprire un file Word per la newsletter, l’Excel dove tieni la programmazione social, Facebook sullo sfondo, la mail aperta e magari la tv accesa. Se lavori da casa, puoi pure pensare di infornare una torta salata perché nel frattempo ti è proprio venuta voglia di mangiare una sfoglia alle verdure.

Oppure puoi chiudere il mondo fuori, chiudere anche i social che tieni accesi sul computer (lo so che ci sono, non raccontarmela!), scegliere l’ordine con cui farai le cose e – soprattutto – farle una per volta.

Facciamo una scommessa? Scommettiamo che il secondo metodo ti fa risparmiare un sacco di tempo e di energie?

 

Prima anch’io mi illudevo di essere multitasking

Per un po’, da quando ho iniziato a essere freelance, ho lavorato portando avanti diverse cose insieme. Non progetti, eh, che quello è abbastanza normale (e a volte inevitabile) ma proprio attività piccole.

Arrivavo in coworking, accendevo il computer, aprivo l’apribile e facevo tutto insieme: scrittura, social, lettura delle mail con le varie risposte, telefonate, saltelli capriole e giravolte. Poi arrivava la sera e mi chiedevo come mai avessi combinato così poco, come mai fossi così lenta a finire le cose.

A un certo punto però qualcuno mi ha consigliato un’app per monitorare il tempo di lavoro, Toggl, che permette di “misurare” il tempo impiegato per portare avanti un’attività. L’ho provata e ho scoperto che perdevo un sacco di tempo saltellando da una cosa all’altra. E quel tempo invece avrei potuto dedicarlo a fare altre cose oppure a pause e merende, non doveva per forza trasformarsi in tempo produttivo, ma l’importante era esserne consapevole e iniziare a cambiare prospettiva.

L’ho usata giusto per qualche settimana ma da lì ho imparato a fare una cosa per volta. Il più possibile, ovvio, perché non sempre ci riesco e ci sono giorni in cui è impossibile non tornare a saltellare, ma posso dirti che almeno sono migliorata.

E sai un segreto? Aver diminuito tantissimo il voler fare tutto insieme mi fa lavorare in modo più rilassato. Che evviva essere produttivi, ma pure stressarsi meno non fa schifo, vero?

 

E tu, vuoi provare a mollare il multitasking?

 

(foto Hassan Ouajbir on Unsplash)

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