Il lavoro con i clienti | Il Sartino Naturale

Il lavoro con i clienti | Il Sartino Naturale

Per la rubrica “le mie meravigliose clienti”, oggi ti racconto il lavoro che ho fatto per Sara, Il Sartino Naturale: è stato un percorso che ha messo insieme la ricerca delle parole giuste e quella delle idee necessarie per far partire e tenere aggiornato un blog nuovo di pacca.

Sara si occupa di tintura naturale: crea bambole, abiti e accessori utilizzando tessuti che colora con foglie, bucce e legni profumati, insomma trasforma la natura in oggetti speciali, carichi di storia e magia. Aveva già una comunicazione attiva sui suo canali social, Instagram e Facebook: a un certo punto però ha sentito che era arrivato il momento di avere un sito web e un blog, insomma un posto in cui raccontarsi senza i vincoli dei social, un posto davvero “suo”.

E così per Sara ho scritto i testi del sito e poi, insieme, abbiamo lavorato al calendario editoriale del blog.

Come? Adesso ti racconto tutto.

 

il sartino naturale, artigianato parma

 

Le parole per raccontarsi

Il primo passo che io e Sara abbiamo fatto è stato creare le basi per scrivere i testi del sito. Conosco bene il lavoro di Sara – tra le cose che le ho commissionato in passato, un pupazzo meraviglioso a forma di dinosauro e il mio vestito da sposa – ma volevo che fosse lei a raccontarsi. Così ho preparato un questionario e le ho chiesto di rispondere scrivendo tutto quello che sentiva, senza preoccuparsi di dire troppo, di essere ripetitiva, di non seguire una logica.

[ È bellissimo quando questo tipo di questionario mi torna indietro: lo apro e dentro ci trovo sentieri, ombre, ruscelli di parole, sogni e paure. ]

Una volta che ho ricevuto le risposte e che ho visto come sarebbe stato strutturato il sito, ho iniziato a scrivere.

Al centro di tutto ho cercato di mettere lo sguardo di Sara, la sua voce, il suo modo unico di raccontare le cose – la magia della tintura naturale, le storie che stanno dietro ai suoi prodotti, il desiderio di condividere il suo sapere con chi la segue.

Non abbiamo fatto molti passaggi, in poco tempo le parole erano pronte. Erano “sue”. A questo punto non restava che inserirle nelle pagine del sito e finalmente metterlo online.

 

Pianificare per non perdersi

E poi c’era la questione blog, che Sara voleva e io (come potrai immaginare) ero super d’accordo: un blog può diventare davvero la casa perfetta per uno storytelling professionale, non deve cedere ai limiti di spazio dei social, permette di approfondire e di condividere davvero tanto con i lettori.

Comunque.

Tutto bello aprire un blog, ma poi bisogna tenerlo vivo. Ovvero: scriverci dentro, e non una volta ogni tanto, quando ti va, ma periodicamente e l’improvvisazione è nemica della costanza, lo sai?

Quindi ecco la soluzione: creare insieme un calendario editoriale che coprisse i primi sei mesi di pubblicazioni, con due articoli al mese – uno ogni due settimane, una frequenza sostenibile per lei che avrebbe poi scritto gli articoli.

Al calendario editoriale abbiamo lavorato fianco a fianco, a casa mia: abbiamo riempito il tavolo del salotto di fogli e pennarelli e, solo dopo un lungo lavoro di brainstorming, abbiamo acceso il computer e trasformato quegli appunti preziosi ma disordinati in un file preciso preciso, una bella tabella di marcia per i mesi successivi.

 

Adesso il sito è online, il blog è partito e io guardo Sara scrivere e raccontare di sé e del suo lavoro.

È stato proprio bello fare insieme un pezzo di strada. Sono una ragazza fortunata, va là.

 

(foto Prateek Gautam on Unsplash)

Tags:
Non ci sono commenti

Lascia un commento