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Check-list per controllare i tuoi testi + 3 tecniche di rilettura

Check-list per controllare i tuoi testi + 3 tecniche di rilettura

Regola importantissima della scrittura (offline e online): prima di pubblicare (o consegnare) un testo è importante rivederlo per assicurarci che tutto fili come dovrebbe e che non contenga errori.

A volte, però, nel momento in cui finiamo di scrivere e dobbiamo decidere se “liberare il testo nel mondo” incappiamo in due possibili errori:

  • c’è chi decide di non perdere tempo nella rilettura: il testo è scritto, finito, può andare – in questo caso molto probabilmente quel testo conterrà molte imprecisioni, più o meno grandi;
  • c’è chi invece il testo non lo libererebbe mai e passerebbe i giorni successivi a limarlo, rivederlo, cambiare dettagli su dettagli: se si tratta di un contenuto di grandissima importanza è comprensibile ma per la maggior parte dei testi che creiamo a un certo punto dobbiamo prendere coraggio, arrivare a un risultato che sia buono, scordarci la perfezione e metterlo a disposizione di chi lo leggerà.

 

L’ideale quindi è trovare un equilibrio: fare in modo di scrivere di base un contenuto che sia utile e interessante per il nostro pubblico e poi investire (non perdere, eh: investire) un po’ di tempo nella revisione.

 

Per aiutarti in questa fase conclusiva della scrittura ho deciso di lasciarti:

  • una check-list con gli elementi da controllare;
  • 3 metodi per rileggere quello che hai scritto in modo da verificare sia il contenuto sia la forma.

 

Check-list: cosa controllare quando editi un testo

L’elenco che trovi qui sotto può diventare una piccola mappa da seguire in fase di revisione: fai in modo di averlo sempre vicino, così potrai verificare di volta in volta ogni punto della lista, senza dimenticartene nessuno.

 

  • La coerenza dell’obiettivo. Prima di cominciare a scrivere chiediti qual è l’obiettivo del testo e, una volta scritto, verifica se lo raggiungi. Chi legge non dovrebbe mai arrivare in fondo chiedendosi “ok, ma cosa voleva dirmi?”.
  • La pertinenza e la funzionalità delle call to action. Le call to action sono quei micro testi con cui chiediamo alle persone di compiere azioni specifiche: quelle del testo che hai scritto sono coerenti con l’obiettivo del contenuto? Si capiscono, sono chiare, efficaci? Se vuoi approfondire la scrittura delle call to action, leggi anche qui.
  • La completezza dei contenuti: hai scritto tutto quello che volevi? I punti della scaletta che avevi preparato (perché l’avevi preparata, vero?) ci sono tutti nel testo finale?
  • La chiarezza: tutto quello che hai scritto è chiaro, comprensibile, accessibile? Attenzione: non deve essere comprensibile per te ma per chi leggerà. Quindi: occhio ai tecnicismi, non dare per scontate cose che magari per te sono facilissime e note ma per gli altri chissà, meglio una spiegazione in più che una in meno.
  • Il linguaggio: qui vale la stessa cosa che dicevamo al punto precedente e cioè che il linguaggio deve essere adatto al target. Non scrivi per te ma per un pubblico: fai in modo che la tua scrittura non metta nessuno in difficoltà.
  • Il ritmo e la lunghezza delle frasi: attenzione alle frasi lunghissime (che mettono in difficoltà chi legge e non piacciono tanto ai motori di ricerca) ma anche all’opposto, cioè a scrivere solo frasi cortissime. Cerca un equilibrio, alterna frasi di lunghezza diversa per giocare con le sonorità.
  • La suddivisione in paragrafi: intanto, hai suddiviso il testo in paragrafi? Sì? Bene. Adesso: verifica che le scelte che hai fatto in quanto a divisione del contenuto non rischino di alterarne il significato. Fai anche attenzione ai titoli: attribuiscine uno a ciascun paragrafo e assicurati che siano chiari e che anticipino con esattezza ciò che il paragrafo contiene.
  • Ortografia e grammatica: se hai qualche dubbio, controlla. Se non hai dubbi, fatteli venire. Intanto guarda qui quali sono gli errori più frequenti che si fanno scrivendo.
  • La formattazione: la forma estetica del testo è un elemento importante per facilitare la lettura e la comprensione del messaggio che vogliamo trasmettere. Qui trovi le indicazioni per formattare bene.
  • Il tono di voce: lo stile che hai scelto per quella scrittura è coerente con quello generale della tua comunicazione? E si adatta al canale che ospiterà il testo?

 

3 tecniche di rilettura

Per concludere ti voglio lasciare un’indicazione pratica per rileggere i tuoi testi.

Rileggi tutto 3 volte:

  1. una prima volta – anche mentalmente – per assicurarti che il contenuto sia completo, confrontando ciò che hai scritto con la scaletta e gli obiettivi;
  2. una seconda volta ad alta voce, ascoltando con attenzione il ritmo che la tua lettura produce. In questo modo ti accorgerai se la punteggiatura è corretta e se la lunghezza delle frasi (e il loro alternarsi) funziona oppure no;
  3. un’ultima volta, mentalmente, al contrario, dall’ultima parola alla prima: in questo modo non percepirai il senso complessivo e potrai concentrarti su refusi e ortografia.

 

Ultimissima cosa: ti ricordo che se vuoi migliorare la tua scrittura c’è Glow, il percorso gratuito di una settimana in cui imparare a far risplendere i tuoi testi. Ti aspetto.

 

(foto Katrin Hauf on Unsplash)

 

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