Brand name, titolo e payoff: come capire se funzionano

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Brand name, titolo e payoff: come capire se funzionano

Ci sono parole che, in una comunicazione business, sono ancora più importanti delle altre: mi riferisco prima di tutto al brand name, ma anche al titolo che hai scelto per presentarti al tuo pubblico e al payoff che associ all’identità professionale.

Sono singole parole o frasi minuscole ma hanno un potere – e una responsabilità – molto grande: dicono chi sei, cosa fai, devono poterti raccontare con precisione e forza (*).

 

Parole di identità condensata

Il nome del tuo brand, così come il tuo titolo se sei una professionista o il tuo payoff, sono un pezzo importante della tua identità narrativa: si tratta delle prime parole con cui il tuo pubblico viene a contatto quando ti trova, devono racchiudere in poco spazio tutto il tuo mondo.

Ti faccio un esempio. Non ho un brand name, ma su Instagram ho scelto di mantenere il nome che avevo dato al mio blog personale, “L’inventore di mostri”: una volta ho raccontato cosa c’è dietro quel nome e perché racchiude quello che per me significa “raccontare”.

La tua attività ha un brand name?

Se sì: mettiti in ascolto, fallo risuonare. Ci sei tu, lì dentro? Ti ci riconosci? Se senti che non ti somiglia (o non ti somiglia più) forse è arrivato il momento di rinnovarlo e trovarne uno che ti faccia dire, sorridendo, “sì, sono proprio io”.

 

Oltre il dire: le parole evocano

Queste componenti del tuo racconto, abbiamo detto, devono saper dire chi sei e cosa fai, e fin qui siamo tutte d’accordo. Ma c’è un’altra cosa che fanno e spesso a quest’altro loro compito si pensa poco.

Queste parole – così come tutte le parole, se usate bene – hanno il potere di evocare. Sensazioni, emozioni, immagini non per forza razionalmente collegate al loro significato.

Ti anticipo una cosa: lavorando al rebranding ho voluto anche creare un nuovo payoff. Ci ho pensato tanto e poi ho scelto – spoiler! – “scrittura e comunicazione per progetti coraggiosi”.

Ho voluto quel “coraggiosi” perché lascia una scia di bellezza e forza. Perché anche i progetti più piccoli hanno diritto a un racconto che risplende e perché voglio contribuire a costruire la loro storia.

Le parole che hai scelto per queste componenti della tua identità cosa evocano? Prova a chiederlo a qualcuno intorno a te, ascolta le loro impressioni, usale per riflettere sull’efficacia del tuo messaggio.

 

Fatti riconoscere

E poi, ancora più di tutte le altre parole che scegli per raccontarti, brand name, titolo e payoff devono aiutarti a farti riconoscere nella marea di attività e professionisti che abitano i tuoi stessi ambienti – online ma anche offline.

Prova a osservare i tuoi, quelli che hai scelto per presentarti al mondo: racchiudono la tua unicità? Sanno metterla in evidenza? Ti aiutano a farti notare?

 

Se non sei (più) convinta che questi elementi funzionino bene per raccontare chi sei e cosa fai, sappi che ci possiamo lavorare insieme. Troveremo quelli perfetti per te, capaci di trasmettere la tua essenza e la bellezza del tuo percorso.

 

Intanto se vuoi iniziare a lavorare sui tuoi testi puoi cominciare da qui: Glow è il percorso gratuito che in una settimana ti dà 7 consigli e 7 risorse per far brillare le tue parole. Ti iscrivi?

 

(*) Ho lavorato tanto sul mio nuovo titolo e sul payoff in vista del rebranding e non vedo l’ora di poterteli raccontare come si deve.

 

(foto Rodion Kutsaev on Unsplash)

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