Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Vuoi scrivere? Leggi!
Ti svelo un segreto: se vuoi scrivere, devi leggere. Perché hai presente l'atleta che esce di casa solo per le gare, senza allenarsi mai? Ecco, non fa una bella figura.
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Vuoi scrivere? Leggi!

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Vuoi scrivere? Leggi!

Io ve lo dico subito, così siete preparati: questo è un post non adatto ai deboli di lettura, a chi pensa che si possano scrivere cose fighe senza leggere una riga altrui manco per sbaglio, a chi (si) racconta che le cose vengono bene per grazia ricevuta e non con tanto – tanto – sbattimento.

Bon, adesso che la premessa è andata e che sapete cosa aspettarvi, iniziamo.

 

L’incipit drammatico | Ho visto cose che voi umani

Ho dichiarato l’intenzione di drammaticità, quindi vado: ci sono volte che leggo cose e mi viene voglia di piangere, perché quando vedo come vengono maltrattate certe frasi, sto male. Ma male proprio.

E succede in un sacco di posti. Mail di lavoro, articoli nell’internet, post sui social. Una sofferenza, signora mia, queste virgole abbandonate tra spazi casuali, questi tempi verbali creativi, questi soggetti che guardano quello che dovrebbe essere il loro legittimo predicato e non lo riconoscono perché in effetti sembra piazzato lì a caso apposta per confonderli.

Scene strazianti, roba da stringere i pugni e chiudere gli occhi ricacciando indietro le lacrime. (Ve l’avevo detto che c’era del dramma, eh).

 

Il fulcro polemico acido | Niente scuse, dai

Se vuoi scrivere, devi leggere.

Che poi, “devi”: a me sembra un privilegio prendersi del tempo per leggere ma anche se non fosse così, anche se a te leggere non piacesse mica tanto e il fatto di dover prendere in mano dei libri ti desse la sensazione di compiti a casa, sai cosa? Mi sa che devi fartene una ragione e arrenderti all’evidenza che, se non vuoi fare figuracce quando scrivi, un bel po’ di lettura devi affrontarla.

Dai, parliamoci chiaro: ti sembrerebbe credibile un atleta che non si allena mai? Che esce di casa solo per andare alle gare? No, vero? Ecco, è la stessa identica cosa. E no, non basta scrivere per allenarsi, perché se non affini l’occhio sulle cose scritte bene, finisce che non ti accorgi quando le schifezze le scrivi tu.

Ah, e non raccontarmi la storia che tanto sul web vanno tutti veloci, che lo stile è informale, che si può anche sorvolare su qualche imprecisione. Non ci sono scuse che tengano: se scrivi, devi scrivere bene. E se vuoi scrivere bene, devi leggere.

 

La conclusione pragmatica | E allora leggi

A questo punto so che starai pensando: e quindi cosa dovrei leggere? Ecco, io ti risponderei: tutto. Nel senso: leggi tutto quello che è scritto bene, che ti accende i neuroni, che ti permette di scoprire delle cose e di diventare (ancora di più) curioso.

Mica solo roba di lavoro, saggi sulla bella scrittura o sulle tecniche di comunicazione. Leggi storie – lunghe, brevi, brevissime. Innamorati, perché non so se ci hai fatto caso ma chi si innamora delle parole altrui raramente poi maltratta sintassi e punteggiatura.

Un’ultima cosa, per quelli che “le regole sono fatte per essere trasgredite”. Cari ribelli, vi svelo un segreto: se le trasgredite conoscendole, magari vi escono cose fighissime. Se le trasgredite perché non le sapete… ecco, si vede. Ed è bruttino.

Ok, direi che ci siamo detti tutto. Abbiamo superato drammi, acidità, inviti a innamoramenti plurimi e segreti sussurrati ai ribelli. A questo punto, buona lettura.

Con affetto, la vostra GrammarNazi del cuore.

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