Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Una volta qui era tutta campagna
Adesso invece le campagne sono quelle di Facebook.
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Una volta qui era tutta campagna

campagna facebook

Una volta qui era tutta campagna

Ah, la campagna. Il verde, il profumo dei fiori, il fruscio del vento…

No, aspè, non è di quella campagna lì che devo parlarti oggi.

Mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo per la primavera che (forse finalmente) sta arrivando ma quello che devo raccontarti riguarda un’altra campagna. Quella Facebook. Meno romantica, lo so, ma se ti capita di gestirne una magari sono riflessioni che ti possono servire.

Quindi, rimandiamo il romanticismo e ecco 3 cose che ho imparato.

 

È più facile notare i fallimenti

Posto che, come ti dico bene tra un po’, devi scegliere un obiettivo all’inizio e tenerlo ben presente fino alla fine, è probabile che farai più fatica a notare cosa sta funzionando rispetto a cosa invece non va. E questo vale anche per il tuo cliente, se la campagna la stai gestendo per qualcun altro.

Il fatto è che da una singola sponsorizzazione ci aspettiamo sempre una specie di miracolo. Ma non funziona proprio così. Saremo brave se raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo date (e se sapremo riconoscere i risultati) ma non possiamo aspettarci il sold-out del nostro ultimo prodotto se investiamo 10 euro in una campagna pensata per portare traffico alla landing.

E questo ci fa un po’ sminuire quello che abbiamo ottenuto, perché ci sembra che non sia mai abbastanza. Invece dovremmo cercare di essere obiettive, fissare bene il risultato da raggiungere, imparare a valutare i nostri passi. E riconoscere dove potevamo fare meglio ma anche cosa ha davvero funzionato.

 

I numeri vanno spiegati

Ecco, questa è un’altra cosa importante, che devi ricordare soprattutto se la campagna la stai gestendo per qualcun altro.

Quando farai il tuo report conclusivo (perché sì, è cosa buona e giusta farlo), non buttare lì dei numeri senza spiegare per bene cosa vogliono dire.

I numeri ma anche le parole: “Cliente, la reach della tua campagna è stata TOT, invece le impression TOT”.

Ah ecco – penserà Cliente – sta arrivando la supercazzola.

E invece, visto che sia io che te lo sappiamo che non è una supercazzola ma che quelle parole e quei numeri vogliono dire delle cose, diciamole queste cose. Facciamo una piccola ma indispensabile opera di traduzione, perché se la tua campagna verrà percepita come funzionante non sarà solo per i dati in sé ma anche per la tua capacità di renderli comprensibili.

Se invece non ha funzionato davvero, cerca di capire perché e non raccontare (raccontarti) balle. Studia cos’è successo, così la prossima volta potrai fare meglio.

 

Se non chiarisci bene il tuo obiettivo all’inizio, sei già fregata

Sembra una cosa scontata, ma ti assicuro che non lo è, né se la campagna la fai per te, per il tuo business, né se la gestisci per un cliente.

Ti faccio un esempio.

Immagina di fare una campagna per intercettare un nuovo pubblico e mandarlo a leggere la landing page del tuo ultimo servizio. Quello che vuoi è farti trovare da chi ancora non ti conosce, quindi il tuo target saranno i non-fan della pagina.

Imposti tutto, fai partire, dopo qualche settimana controlli i risultati – no, non è vero, li controlli da subito ma a un certo punto succederà che noterai una cosa: con la tua campagna stai davvero intercettando un nuovo pubblico, che la vede e clicca sul link che hai messo, arrivando sulla landing che avevi stabilito come atterraggio.

Eh, però – penserai – arrivano lì ma poi non comprano il mio servizio. QUINDI LA MIA CAMPAGNA STA FALLENDO!

Ehi ehi, qual era il tuo obiettivo? Portare nuovo pubblico. E davvero pensi che qualcuno che fino a ieri non ti conosceva nemmeno si prenda la briga di comprare immediatamente qualcosa da te?

Ecco.

Quindi, sia che tu stia lavorando per te che per un cliente: l’obiettivo era intercettare un target nuovo e portarlo sulla landing. I dati dicono che ci stai riuscendo. L’acquisto sarà un nuovo obiettivo, che realisticamente non potrai porti con un target che ti conosce da tipo 21 secondi.

Per riassumere: datti obiettivi realistici e ricorda dove volevi arrivare. Non ha senso andare nel bosco a raccogliere lamponi e poi lamentarti che non hai trovato porcini.

 

Ps: mercoledì prossimo è il 25 aprile quindi il blog si prende una (mini) pausa: ci rivediamo qui il 2 maggio!

 

(foto Dmitri Popov on Unsplash)

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