Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Un fenicottero tra i pavoni
Quando ti racconti online, se ti fai riconoscere è meglio. Come un fenicottero tra i pavoni: che i pavoni sono fighissimi, eh, ma vuoi mettere essere quello che spicca?
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Un fenicottero tra i pavoni

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Un fenicottero tra i pavoni

Facciamo finta che tu sia un fenicottero. Un fenicottero che deve raccontarsi online, perché ha un’attività, o è un freelance, insomma ha qualcosa da comunicare. Si guarda intorno nel magico mondo dell’internet e si accorge che quasi tutti gli altri animali parlano di sé come se fossero pavoni. Un mondo di pavoni.

Che poi i pavoni sono bellissimi, eh: li guardi e fai UAU. Ma tra tantissime code meravigliose e cangianti, vuoi mettere come si nota una bestiolina rosa? Vuoi mettere quanto ti conviene raccontarti per come sei e farti riconoscere?

Quindi, cosa si fa? Questo.

 

Lo stile | Quando ti vedo

Quando comunichi, lo stile è il come ti presenti. I diversi elementi che raccontano di te, che danno immediatamente un’idea di chi sei.

Questo succede su diversi livelli. C’è uno stile estetico, diciamo visivo, che ti racconta al primo sguardo: l’aspetto del tuo sito, per esempio, o le grafiche che usi, le fotografie che scegli e che proprio per questo dovrebbero essere il più possibile coerenti tra loro. E poi c’è uno stile per quando scrivi, che cambia a seconda che tu stia parlando di cose tecniche, inventando storie di fantasia, proponendo saggi o contenuti che vogliono divertire.

Tipo. Ho avuto la fortuna di lavorare con diverse professioniste grazie alle quali questo sito mi assomiglia e, già a prima vista, parla di me. E quando ci scrivo dentro cerco di mantenere uno stile coerente con i contenuti: parlo del mio lavoro, di comunicazione, di scrittura, devo scegliere una forma che valorizzi queste cose. Poi, certo, una forma che sia mia. La mia voce. E qui arriviamo al secondo passaggio.

 

La voce | Quando ti ascolto

E poi, dicevamo, c’è la voce. La voce è ciò che – qualsiasi cosa tu scriva – fa pensare a chi ti legge “uh, ma è il fenicottero!”. Che tu scriva racconti, saggi, contenuti da mettere online su qualche sito o articoli per un magazine, la tua voce è importante che si riconosca, che sappia in parte trasformare gli stili per farli assomigliare a te.

Qui l’unico segreto è scrivere tanto. Scrivere finché la tua voce non salta fuori, provare, riprovare, scegliere con cura le parole, ma soprattutto ascoltare e rileggere e chiedersi “ma questo sono io?” (“ma le mie piume rosa si vedono?”).

Per esempio, quando scrivo per questo blog e quando scrivo come “l’inventore di mostri” scelgo per forza due stili diversi, però la voce è una. E mi emoziono sempre quando qualcuno mi dice “ti leggo e mi sembra di sentirti parlare”. Perché vuol dire che sta funzionando. Che le mie piume rosa si vedono anche tra quelle splendide e scintillanti dei pavoni che ho intorno.

 

La continuità | Quando imparo che sei tu

Ok, questa non è una cosa che c’entra proprio con quello che scrivi o pubblichi, ma penso che sia comunque importante.

Pensaci un attimo: hai un blog, scrivi un articolo. Lo stile è perfetto per i contenuti e per il contesto, la voce è proprio tua. Insomma, ti leggono e sei un fenicottero. Poi però sparisci. Per mesi non pubblichi più niente, manco un articolo di una cartella, manco per sbaglio. Poi torni online, torni nella piazza degli animali e i tra i pavoni in effetti un puntino rosa si vede e si sente questo: “uh, guarda: c’è un animale che non è un pavone!” / “bello! Cos’è?” / “non so, forse l’ho già visto, ma non mi ricordo” / “vabbè, birretta?” / “certo!”.

Questo per dire che è inutile che fai mille sforzi per renderti riconoscibile se poi non mi dai il tempo di “impararti”, conoscerti e affezionarmi al rosa delle tue piume. Per farti riconoscere ci devi essere. Dai, comincia a scrivere, io ti aspetto.

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