Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Un anno di avventure: bilancio di mezza via
Come si sta comportando la mia parola dell'anno? Direi benone.
avventura, parola dell'anno, ispirazioni, come trovare l'ispirazione
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Un anno di avventure: bilancio di mezza via

avventura, parola dell'anno

Un anno di avventure: bilancio di mezza via

Quest’anno, quando è stato il momento di scegliere quale parola mi avrebbe guidata nelle scelte di tutti i giorni – no, baby, mica solo nel lavoro – è saltata fuori lei: avventura.

In generale non sono il tipo da colpo di fulmine ma con lei è stato così: l’ho sentita arrivare e ho pensato “sì, bellezza, sei proprio tu”.

Ecco, prima di raccontarti come sono andati questi primi sei mesi di avventure, voglio spiegarti perché questa cosa della parola dell’anno mi piace assai.

 

Al di là del pregiudizio

Lo so, l’idea che le tue scelte dipendano da una parola può sembrare strana. Assurda, in un certo senso. E, guarda, un po’ di tempo fa lo credevo anch’io.

Il fatto è che guardavo questa cosa da una prospettiva sbagliata, sicuramente limitante.

Perché non è che peschi una parola in un cappello e in base a quello che ti capita poi prendi decisioni, spostando le tue necessità per adeguarti a lei.

È proprio il contrario e la magia sta lì.

Parti da quello di cui hai bisogno. Io, per esempio, mi sono chiesta: “come vorrei che fosse il prossimo anno? Quale direzione avrei voglia di prendere, in base a dove sono adesso?”. Ci ho pensato un po’ e ho capito che quello che mi serviva era uscire un po’ dalla mia bolla, lanciarmi in cose nuove, per respirare di più, vedere cosa sono capace di fare se non mi metto dei freni da sola.

Sono partita da lì, ho impastato il concetto, l’ho lasciato prendere forme diverse e alla fine è emersa lei. Avventura. Che poi altro non è che il simbolo di quello che vorrei per quest’anno. Un amuleto, da portarsi in testa, nella pancia, magari pure addosso.

Un promemoria di volontà e desiderio.

 

Quindi, come sta andando

Direi benone.

Parto dal lavoro, che qui alla fine parliamo soprattutto di quello.

Ora, probabilmente immaginerai qual è stato il mio fuori bolla più importante, perché è un mesetto che quasi non parlo d’altro: dopo mesi in cui pensavo, immaginavo, programmavo, mi sono lanciata e adesso il Quaderno delle ispirazioni è finalmente una cosa vera!

C’è stato un momento in cui ho tentennato molto. Volevo provarci ma avevo paura. Perché quando hai imparato bene a nuotare a rana, hai trovato come rendere tuo quello stile, non fai più troppa fatica, decidere di provare a nuotare a farfalla sembra stupido. Magari bevo, pensi. E sono sgraziata e goffa perché non sono capace. Però per fortuna è arrivato il mio allenatore delle cose nuove, Avventura, e mi ha convinta a diventare la regina del nuoto a farfalla. Cioè, tradotto, a provare a vendere un prodotto concreto, di carta, con tutto quello che comporta – contabilità diversa, spese di produzione, panico da ommioddio ommioddio come si fa.

L’inizio sta andando molto bene, spero di mantenere il ritmo, di essere abbastanza brava da non perdere questo slancio.

Poi sto pensando anche a un altro prodotto nuovo, questo non cartaceo, ma con la progettazione sono ancora in alto mare quindi prima di parlartene cerco di capire come organizzarmi.

Lavoro a parte, quest’anno finalmente ho letto Harry Potter, la Storia d’Avventura (almeno, per me adesso è così). E ti assicuro che, oltre a innamorarmi fortissimo, mi ha pure fatto capire delle cose che mi possono tornare utili per il mio lavoro.

E il mese scorso mi sono pure sposata. Che se non è un’avventura questa io non lo so.

 

Quindi, per ora direi che il bilancio è positivo. E che quindi mi conviene farmi ispirare da Avventura anche nella seconda parte dell’anno.

 

Uh, a proposito di ispirazioni: tra poco tornano le newsletter speciali d’agosto – un’ispirazione al giorno in una lettera piccola piccola. Ti iscrivi, sì?

 

(foto Liana Mikah on Unsplas)

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