Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Tra film improbabili, pollici neri e pennarelli
Tre cose che sto facendo fuori dalla mia bolla.
ispirazioni, uscire dalla bolla, come trovare ispirazioni, ispirazioni per freelance
22524
post-template-default,single,single-post,postid-22524,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.2,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.4,vc_responsive

Tra film improbabili, pollici neri e pennarelli

fuori dalla mia bolla

Tra film improbabili, pollici neri e pennarelli

Quando, a inizio anno, ho scelto la mia parola guida – o meglio, quando ho capito di cosa avevo bisogno – non pensavo che sarebbe stata così brava a diventare concreta. Perché sì, questo è davvero un anno di avventure e di esplorazioni fuori dalla mia bolla.

Sto provando a fare cose che non sono proprio “mie”, a sperimentare, a giocare. Ci sto provando su diversi fronti e qui te ne racconto tre, così magari puoi trovare qualche ispirazione utile.

 

Guardo storie che non avrei mai guardato

Quest’anno sto scoprendo il magico mondo delle serie tv – alla buon’ora, penserai tu, ma ognuno arriva quando arriva e io non sono mai stata un fulmine delle scoperte, che ci vogliamo fare.

La scelta è gigantesca e all’inizio guardavo solo cose che mi sembravano coerenti con me. Con i miei gusti, con gli argomenti che sono abituata a sentir raccontare. Idem con i film, eh: ho sempre fatto un po’ fatica a lanciarmi in cose che con me non c’entrano quasi nulla. Per paura, pigrizia, pregiudizi.

Ecco, adesso sto provando a non farmi bloccare dai confini della bolla. Quando devo scegliere, seguo consigli che mai avrei seguito o addirittura a volte vado a caso. E così succede che finisco in mondi assurdi e bellissimi. O assurdi e basta. O lontani da me e basta, ma ogni volta mi sembra di imparare comunque qualcosa. Di scoprire una briciola di me che non sapevo. E mi piace.

 

Provo a sfidare il mio pollice nero

Il balcone di casa è pieno di piantine aromatiche. Ce le hanno regalate parenti che hanno molta fiducia nelle nostre capacità botaniche. Che poi, quella che in famiglia ha il pollice nero sono io. E proprio per quello ho deciso che mi piacerebbe metterlo in dubbio, quel nero lì.

Non dico che diventerò un’esperta di fiori e piante, o che le nostre non moriranno ma voglio almeno provarci (confessione: Basilico ha già tirato le cuoia, ma sto dando la colpa alla terra, al vaso, all’esposizione, al caldo esagerato di aprile e pure all’allineamento dei pianeti).

Il fatto è questo: magari ho davvero il pollice nero, ma perché non mettermi comunque a fare una cosa che non ho mai fatto? Come arrivare a casa la sera e uscire subito sul balcone con il mio micro innaffiatoio e dar da bere alle amiche verdi e intanto dire “ehi ciao, come state?”.

Non è niente di che, lo so, ma secondo me mi fa bene. E magari mi farà pure spuntare delle idee, insieme alle foglie delle coinquiline vegetali – se non faranno la fine di Basilico, ovvio.

 

Mi concedo di disegnare e me ne frego

Io non disegno. Di solito, dico. Perché non sono capace, non sono abituata, se provo a fare qualcosa di diverso dalla casetta con l’alberello escono robe inguardabili. Sproporzionate e un po’ stortine.

Che poi, diciamo la verità, non c’è niente di male a non saper disegnare e fino a un paio di mesi fa non mi interessava neanche.

Poi però ho deciso di lanciarmi in un progetto nuovo e questo progetto aveva bisogno di una serie di icone da mettere vicino a dei testi. E un giorno, intanto che decidevo come fare, è tornato Avventura (te ne avevo parlato qui):

– Disegnale tu.
– Cosa?
– Le icone, no?
– Ma dai, io faccio schifo a disegnare.
– Sì, e allora?

 

È bastato quel “e allora?” per farmi cambiare idea. Alla fine, perché no. Saranno disegni brutti e andrà benissimo così, che tanto mica devo fare l’illustratrice.

E adesso che su quel progetto ci sto lavorando, disegno. Male. E sono felice. E penso che chissà quante cose non mi sono concessa perché non avevo il coraggio di chiedermi “perché no?”.

 

E quindi?

E quindi, in quest’anno di avventure, metto i piedini fuori dalla bolla. E le idee che arrivano, baby. E l’entusiasmo. Sì, anche la paura. Ma chiappe, almeno sarò felice.

 

(foto Annie Spratt on Unsplash)

Tags:
Non ci sono commenti

Lascia un commento