Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Sono tornata a casa
C’è un posto dove scrivo perché mi va, quello che mi va, (più o meno) quando mi va. Ci sono tornata da poco e ti racconto perché.
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Sono tornata a casa

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Sono tornata a casa

Che sono una che scrive tanto lo dicevo anche qui: per lavoro, ma mica solo per quello. C’è un posto dove scrivo perché mi va, quello che mi va, (più o meno) quando mi va: è il mio blog di pancia, dove divento “l’inventore di mostri”.

È un posto dove sono sempre stata bene, che ho abbandonato per qualche mese perché avevo quel giga lavoro da fare e per le scritture non obbligatorie non c’era tempo. E poi, quando il tempo è tornato, mi sono sentita bloccata, non sapevo cosa scrivere, come rientrarci. Ma poi ci sono tornata e adesso ti racconto il perché.

Per me | Per essere libera

Il mio blog personale è nato prima che iniziassi a lavorare come freelance. Quando l’ho aperto non avevo necessità di piani editoriali, obiettivi di comunicazione, niente. Volevo raccontare e mi serviva un posto. Volevo farmi leggere (sì, perché diciamolo una volta per tutte: se uno scrive solo per se stesso, lo fa su un bel quaderno, poi il quaderno lo mette in un cassetto, e bon) e il blog mi sembrava la soluzione adatta.

E così l’ho aperto, ho scelto un nome che mi piaceva – un nome a cui voglio ancora molto bene – e ho iniziato a scriverci su. Pensieri sparsi, racconti, libri che man mano mi si incastravano dentro, cose così insomma.

Nei mesi in cui sono stata altrove mi è mancato. Tanto, eh. E allora ho deciso che non potevo volevo starci ancora lontana, prima di tutto per me. Quello è il mio spazio di libertà, davvero ci stavo rinunciando? Mi ci vedevo a scrivere solo cose inserite in un piano editoriale? No.

E quindi due settimane fa ho scritto un post di ritorno, se ha senso chiamarlo così. Perché va bene il lavoro, ma ci sono luoghi di bellezza che dobbiamo custodire.

 

Per lavoro | Per raccontare un’altra scrittura

Ma scusa – starai pensando adesso, già ti ci vedo con la faccia aggrottata – non mi avevi detto che quello era il tuo spazio libero, non lavorativo?

Vero. Verissimo. Ma c’è un ma. Chi mi segue per lavoro potrebbe arrivarci. O chi mi segue lì potrebbe arrivare poi alle mie scritture di lavoro. E voglio davvero giocarmi questa possibilità? Sinceramente no.

Perché, vedi, ho anche pensato questo: magari qualcuno potrebbe cercare una scrittura così per il suo business e una vetrina di questo tipo può essere un’occasione. A maggior ragione se la gestisco nella quasi totale libertà, quindi senza imposizioni a parte una costanza minima di pubblicazione (vorrei non sparire più per dei mesi interi, ecco).

Starci in mezzo mi piace, mi dà la possibilità di raccontarmi in modo diversi rispetto a come faccio qui o nella newsletter, e in più mi permette di raggiungere un altro tipo di pubblico, comunque importante.

Quindi no, anche per questo rinunciare sarebbe stato abbastanza sciocco.

 

E quindi, tutto rose e fiori?

No, non proprio. Perché è vero che scrivere mi piace, che lì mi lascio andare ma resta comunque un impegno, un’altra scrittura tra le tante scritture perché non ho un calendario editoriale per quel blog ma non voglio più lasciarlo andare alla deriva quindi almeno due uscite al mese ci dovranno essere.

Però penso ne valga la pena. Per il mio lavoro, ma soprattutto per me.

 

E tu, hai un posto in cui ti senti libero? Ti va di raccontarmelo?

2 Commenti
  • Ramona

    19 luglio 2017 at 7:04 Rispondi

    Ciao Valeria!
    Io da questo spazio web sono arrivata al tuo blog e…là sono rimasta! Nel senso che mi è piaciuto tanto che me lo leggo un po’ per volta.
    Il mio spazio libero è il mio blog, Leggimi nel pensiero, nato quando facevo la giornalista e tutte le restrizioni editoriali non mi permettevano di dare veramente respiro alla mia scrittura. Anche io ho avuto dei periodi di pausa più o meno lunghi (uno proprio ultimamente…), ma poi ci penso sempre, mi manca e quando ci torno è come tornare a casa.

    • Valeria Zangrandi

      19 luglio 2017 at 7:31 Rispondi

      Ciao Ramona! Ma che felicità, grazie! E sì, confermo che un posto dove scrivere senza restrizioni (o auto-restrizioni, come nel mio caso) è davvero importante.. non mi ci ero mai allontanata per così tanto, magari ricapiterà (anche se spero di no ma chissà) ma è bello sapere che resta lì, un posto dove sentirsi a casa scrivendo.

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