Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Quei libri che c'entrano sempre
Quei libri dove ogni tanto infilo gli occhi, perché mi fa molto bene in generale e fa molto bene anche al mio lavoro. Che le ispirazioni sono dappertutto, basta guardare.
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Quei libri che c’entrano sempre

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Quei libri che c’entrano sempre

Che leggere è – oltre che una cosa fighissima – indispensabile se per lavoro volete scrivere, ve l’ho già detto, e allora oggi volevo raccontarvi di tre libri che mi ispirano tantissimo, che tengo lì e ogni tanto ci rimetto mano, ché infilarci gli occhi mi fa sempre molto bene. E fa bene pure al mio lavoro, anche se sono libri che di professionale – nel senso stretto del termine – non hanno proprio niente, però insomma le ispirazioni sono dappertutto, dobbiamo essere noi a saperle trovare.

 

Sfide e paure | Wonder

Wonder è un libro che amo per sempre e lo so che detto così fa schifo ma non me ne frega proprio niente. Quando l’ho letto ho sentito spostarsi qualcosa, dentro, e ogni tanto ho bisogno di tornarci. Quando ci torno, Auggie è lì che mi aspetta e mi ricorda che siamo speciali, sempre. Che a volte è proprio difficile fare le cose ma che poi ce la facciamo. Lui affronta delle paure gigantesche, io decisamente più piccole, ma il salto è quello lì e bisogna provarci, anche quando abbiamo paura. Forse soprattutto quando abbiamo paura. Rileggere Wonder mi ricorda di andare avanti per la mia strada, anche se questa strada mi fa sentire strana, e di festeggiare ogni successo, sempre:

“Credo che dovrebbe esserci una regola per cui tutti nel mondo, prima o poi, hanno il diritto di ricevere almeno una standing ovation nella vita.”

Ecco, tutte queste cose a me sembrano grandissime e cerco di ritrovarle ogni volta che posso. Fanno bene al mio lavoro ma forse è più giusto dire che fanno bene a me, per tutto.

 

Confini e immaginazione | La trilogia del limite

Questo è uno di quei libri che mi fanno pensare che la filosofia è nelle cose concrete, altro che paroloni e teorie complicate. La trilogia del limite è un libro bellissimo di Suzy Lee, illustratrice che ha immaginato e creato ben tre libri – L’Onda, Ombra e Mirror – infrangendo la regola dell’editoria illustrata secondo cui non bisogna disegnare al centro della doppia pagina per non ostacolare la lettura. Lei prende questo limite, lo studia per bene e poi sceglie di trasformarlo in un punto di partenza per le sue narrazioni.

Non è che ignora il problema, lo fa diventare un’occasione – per creare roba bellissima, tra l’altro.

“La pagina di un libro è uno spazio con una certa profondità in cui tutto può accadere. Allo stesso tempo, è soltanto un sottile foglio di carta”.

Come quello che abbiamo intorno: sono solo cose che ci succedono, ma sono anche spunti, idee, trampolini per nuovi salti. Anche i limiti, eh. Anche i limiti.

 

Scelte e coraggio | Fossi in te io insisterei

E dopo le sfide e l’immaginazione, le scelte. Mi piace sempre ricordarmelo che è sempre una questione di scelta. Perché non è mica una cosa facile e a volte rischiamo di scegliere cose – modalità, percorsi, lavori – che non vogliamo davvero, solo perché qualcun altro li vorrebbe per noi. Scegliere non è facile, ma è indispensabile e me lo ricordo sempre quando rileggo pezzettini di Fossi in te io insisterei, che mi ha fatto ridere molto ed emozionare ancora di più.

“Insistere è un buon termine, perché non contiene la certezza di farcela, perché pone l’accento sul cammino e non sulla meta, la quale all’improvviso diviene meno indispensabile, dunque più raggiungibile”.

E poi questo libro qui mi ricorda che possiamo essere pure più cose, insieme. Scegliere di abbracciare le parti più diverse di noi, e intrecciarle, che va anche bene così. Nel lavoro, ma anche fuori, eh.                                                                                                

 

Ecco, questi sono alcuni dei miei libri del cuore, quelli che mi ispirano, che non c’entrano col lavoro ma forse invece sì perché c’entrano con tutto.

Buone letture, sempre.

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