Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Pinterest è un ananas viola
Pinterest è un ananas viola perché è stupendo e apparentemente inutile e staresti ore a guardarlo. E io, che ci faccio con un ananas viola? Dai, mettetevi comodi che vi spiego.
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Pinterest è un ananas viola

pinterest ananas viola

Pinterest è un ananas viola

Non sono impazzita e non è un messaggio in codice tipo “le galline sono 18” a cui dovete rispondere “le campane fanno din-don-dan” (e apertura del passaggio segreto, sguardo complice e ci si rivede a missione finita).

Pinterest è un ananas viola perché è stupendo e apparentemente inutile e staresti ore a guardarlo. Ma ore, eh. E io, che ci faccio con un ananas viola?

Dai, mettetevi comodi che vi spiego.

Il prequel | Com’è nata l’idea dell’ananas

Stavo preparando le slide per il corso di social e cercavo un’immagine che potesse raccontare Pinterest. E non avevo idee. O meglio, ne avevo qualcuna ma erano tutte tristi-banali-bleah. Di quelle che, se le avessi scritte sul mio quaderno, ci avrei piazzato sotto un bel “buuu” a penna rossa. Per dire.

Poi all’improvviso mi è apparso questo ananas viola e ho pensato BAM. Ci siamo, baby, ci siamo. Perché era esattamente quello che cercavo. Perché era Pinterest.

 

Il film | Biografia di un ananas viola

Pinterest è un ananas viola perché ti ci trovi davanti, lo guardi e non puoi fare a meno di pensare “ma uau”. Dai, è bellissimo. Soprattutto per chi lavora con (o ha la passione per) il visual, la grafica, l’illustrazione, ecco per quei mondi lì Pinterest è una specie di scatola dei desideri, la apri e trovi così tante idee e ispirazioni e meraviglie che diventa la tua miniera di cose preziose.

Per questo dico sempre che anche se sembra inutile (ok, lo guardo, mi vengono gli occhi a cuore ma poi?) non lo è. A me serve tantissimo e tra poco vi spiego perché ma intanto volevo avvisarvi di un pericolo: in Pinterest ci si perde. Che sì, è bella la scatola dei desideri, ma è un attimo passare da una bacheca all’altra e fare giusto un’ultima ricerca e guarda questo pin a che sito rimanda e che bellezza quell’illustrazione là. E intanto le ore passano e tu hai una consegna e quando riemergi sei in versione Bianconiglio all’ultimo stadio (“è tardi, è tardi, sai / io son già in mezzo ai guai”). Claro?

 

Il backstage | Che ci faccio con Pinterest

Detto questo, stando molto attenta al pericolo di risucchio in una realtà parallela, Pinterest lo uso molto.

Intanto è stato la mia ispirazione principale per scrivere 366 storie minuscole e devo proprio confessare che forse senza Pinterest non ce l’avrei fatta, o forse sì ma avrei fatto molta – ma molta – più fatica.

Poi ho una bacheca che si chiama “job inspiration” e lì ci metto tutti i pin che potrebbero farmi nascere idee per il mio lavoro: cose da scrivere, argomenti da approfondire, idee per regali da farvi (ah, su quello sto lavorando tantissimo!). Mi metto lì, guardo e pesco ispirazioni. Ispirazioni che poi si trasformano in pezzettini di quello che faccio. Figo, eh?

E poi, per finire, ho altre bacheche in cui salvo cose stupende, che forse mi serviranno e forse no, ma sono magie messe in fila, mi coccolano gli occhi e mi dissetano i neuroni.

 

E adesso venite a dirmi che un ananas viola è una roba inutile. Provateci, su. Vi aspetto con le mani gli occhi nella mia scatola delle meraviglie.

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