Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Le cose che ho imparato quest'anno
Eccolo qui, il mio bilancio di quest’anno di lavoro, con tre cose che ho imparato, qualcosa che ha funzionato e qualcosa no.
freelance, vita da freelance, bilancio di fine anno
22290
post-template-default,single,single-post,postid-22290,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.6,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.4,vc_responsive

Le cose che ho imparato quest’anno

bilancio di fine anno da freelance

Le cose che ho imparato quest’anno

L’anno è quasi finito, tocca fare dei bilanci. Che poi alla fine a me farei i bilanci piace pure (e quando non mi piace mi fa comunque bene) e quindi eccolo qui, il mio bilancio di quest’anno di lavoro, con tre cose che ho imparato, qualcosa che ha funzionato e qualcosa no.

 

I cambiamenti fanno bene

La prima cosa che mi viene in mente ripensando a quest’anno sono le metamorfosi che si è portato dietro. Non tantissime ma importanti, qualcuna più grande e qualcuna minuscola.

Non avevo i capelli così lunghi da dieci anni, per esempio (e non è che adesso sia esattamente Raperonzolo, eh). Ho cambiato casa – quartiere, mobili, cose che vedo dalla finestra, acquistando un sacco di luce e di cielo, tra l’altro. E sto cambiando un po’ anche nel mio lavoro: quest’anno ho provato a fare cose nuove (i corsi in classe, per esempio), ho capito che ci sono progetti che mi piacciono più di altri e ho sentito che avevo bisogno di trasformare anche un pochino la mia immagine di freelance.

Perché il racconto che facciamo di noi è giusto che segua le nostre deviazioni. Per rimanere coerente, vero.

E quindi sto lavorando al restyling del sito e infatti oggi ci salutiamo prima delle vacanze e al ritorno questo posto qui sarà un pochino diverso (e io non vedo l’ora).

 

La concretezza funziona

“Concretezza” era la mia parola del 2017. Era spuntata come una necessità ed è riuscita a diventare reale. Ho provato e fatto cose per cui fino all’anno scorso mi sarei detta “aspetta, studia ancora un po’, pensaci, preparati, non sei esattamente pronta”. Solo che, facendo così, pronta non lo sarei stata mai.

E invece quest’anno ho fatto: ho lanciato la mia newsletter, tenuto due corsi in classe, programmato due cose per il prossimo anno che mannaggia non vi posso ancora dire ma sono felicissima. E ho preso decisioni anche fuori dal lavoro. Decisioni che, insomma, a me sono sembrate importanti.

Quindi grazie, concretezza.

Avevo bisogno di trovare una spinta e ricordarmi della parola che mi ero scelta mi ha aiutato. A smettere di rimuginare, tentennare, aspettare. Perché aspettare cosa, poi.

 

Le tempistiche non sono un optional

Ecco, questo è un po’ il punto dolente di quest’anno, la cosa che mi segno da migliorare come impegno per l’anno nuovo.

Non sono stata bravissima con le tempistiche. E lo so che le cose richiedono tempo e che devo portarmi avanti. E infatti lo faccio. Solo che mi sono accorta che non lo faccio abbastanza e soprattutto quest’anno ho sottovalutato la potenza degli imprevisti, che quando programmi cose e inizi a lavorarci, sono bravissimi a scompigliare tutto e rendere improvvisamente ridicoli i tuoi piani e i tuoi “tempi larghi”, che larghi non lo erano abbastanza.

E così ho dovuto far saltare un corso e un progetto a cui tenevo, perché tutto il mio anticipo si era ridotto a un niente, schiacciato tra gli imprevisti.

Quindi spero di aver imparato la lezione. Vediamo, poi vi racconto.

 

Un’ultima cosa.

Grazie, Jessicona del mio cuore. È stato fighissimo averti come ispirazione, mi hai insegnato a fare domande sempre e a buttarmi di testa nella soluzione dei problemi e insomma, non è mica poco.

 

Ok, per quest’anno ci salutiamo. Il blog va in vacanza, il sito si rinnova e ci ritroviamo il 10 gennaio.

Intanto, vi aspetta il mio regalo di natale.

 

Buone feste. Che siano leggere, colorate, pigre e coccolose.

 

(foto Rodion Kutsaev on Unsplash)

Tags:
Non ci sono commenti

Lascia un commento