Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | La regina del nuoto a farfalla
È che nuotare a rana inizia ad annoiarmi. Voglio diventare la regina del nuoto a farfalla. Ma ho paura.
avventura, parola dell'anno, prendere una direzione, cambiamento
22454
post-template-default,single,single-post,postid-22454,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.6,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.4,vc_responsive

La regina del nuoto a farfalla

avventura, parola dell'anno

La regina del nuoto a farfalla

Questo per me è un periodo buono (provo a dirlo senza paura, superando quella cosa del “ommioddio se lo dico ad alta voce cosa mai succederà”).

È un periodo in cui mi ritengo particolarmente fortunata per quanto riguarda la mia vita privata ma anche sul lavoro le cose cominciano a girare, sto iniziando a sentire quel movimento per cui mi sono impegnata tanto. E quindi la sera, quando penso alla mia vita da freelance, mi viene un dubbio.

Ma come, i dubbi quando le cose funzionano?

Eh sì, signora mia, proprio così. Si metta pure comoda, che adesso le spiego.

 

Voglio provare un altro stile

La cosa a cui penso è questa: sto imparando a nuotare. Ho fatto i miei corsi e mi spacco di allenamenti in piscina. Adesso inizio a vedere i risultati e sono felice. Solo che.

Solo che adesso mi sta venendo voglia di perfezionare alcuni stili. E piano piano farmi conoscere per la mia bravura in quelli – per rimanere nella metafora del pesce d’acqua clorata.

Ecco, questo pensiero qui non è mica facilissimo da gestire. Il fatto è che lo so che in certo senso è un azzardo, perché questa decisione mi sta portando a rifiutare alcuni lavori visto che non vanno in quella direzione, che accettandoli resterei bloccata dove sono adesso. Che nuoterei a rana per sempre, tipo.

Quindi ho un po’ paura, ecco la verità. Ho paura di fare quella che sopravvaluta le proprie possibilità. Che si gioca delle occasioni, anche abbastanza interessanti, solo perché non le assomigliano più.

 

Per fortuna ho un nuovo allenatore

Però a questo punto della storia – e dei pensieri serali – entra in scena il mio nuovo allenatore. Il mio nuovo allenatore è l’avventura (la mia parola guida di quest’anno).

Avventura di solito arriva mentre mi sto crogiolando in una spirale catastrofica tipo “ma dove voglio andare – tanto non ce la faccio – meglio se sto coi piedi ben piantati a terra – cambiare è pericoloso”. Arriva piano, mi guarda inclinando un po’ la testa e poi sospira.

– Hai già deciso, smettila di impantanarti nei tuoi dubbi.
– Ma in fondo a rana nuoto bene, no? Cioè, ormai sono bravina.
– E ti annoi.
– Un po’, sì.
– E non vai abbastanza lontano.
– Beh dai, ma dove devo andare.
– Lo pensi davvero?
– No.
– Ah ecco.
– Ma quindi cosa faccio? Cioè, davvero ogni giorno faccio un po’ meno vasche a rana e inizio a provare la farfalla? E se non mi viene? Se bevo? Se sembro elegante come un carlino grasso che corre?
– E se non ci provi? Passiamo la vita a incontrarci la notte e ripeterci che chissà, magari funzionava? Ora, mi sei pure simpatica ma avrei una vita, io.
– Succederebbe così?
– Probabile, sì.
– Mh. In effetti un po’ d’acqua schizzata per sbaglio nel naso non ha mai ucciso nessuno.
– Quindi la smetti di trovare tutte le scuse per non provarci?
– Dai, sì.
– Un po’ di coraggio, ragazza. E quando parli con me nel cuore della notte magari abbassa la voce, che quello lì vicino a te poi si sveglia e ti trova che chiacchieri fissando il vuoto.
– Ah giusto.
– Bon, allora buona notte.
– Notte.
– E domani una vasca in più, eh. A farfalla.

 

(foto Designecologist on Unsplash)

Tags:
Non ci sono commenti

Lascia un commento