Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Il magico potere dell’infrangere le regole
No, non per tutto ho un calendario editoriale, ma prima di gridare allo scandalo leggi l'articolo che lì ti spiego bene. Soprattutto ti spiego perché così non muoio.
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Il magico potere dell’infrangere le regole

perché fa bene infrangere le regole

Il magico potere dell’infrangere le regole

Allora, facciamo che lo dico subito così ci togliamo il pensiero: infrangere le regole fa bene alla salute. E rincaro la dose: non per tutto ho un calendario editoriale.

TADAAAAN.

Ecco, già vi vedo con la manina davanti alla bocca a sussurrarvi “eh, ma insomma, quella tutta precisa che senza un calendario dove vuoi andare, adesso dice che non ce l’ha, ma che scandalo, signora mia”.

Ehi, piano. Un passo alla volta e vi spiego tutto.

 

Quando sì | Cose che non si improvvisano neanche per scherzo

Allora, partiamo da qui: ci sono strumenti per cui, senza un piano editoriale, siete morti nei più grandi casini che si possano immaginare. Questo blog, per esempio. Mi sono preparata tutte le uscite del 2017 nelle vacanze di natale. E lo so che sembra una cosa folle, ma vi assicuro che non lo è, per molti motivi ma qui ci basta dirne tre: guardandolo ho già chiari quali sono i miei progetti dell’anno; magari cambieranno le cose e allora anche il piano editoriale cambierà con loro ma da qui a fine dicembre so che non avrò una settimana senza niente da dirvi e non arriverò mai all’ultimo momento urlando come una pazza “ommioddio e adesso di cosa parlo???”; scrivendole, ho chiare le categorie del mio lavoro e questo mi aiuta a raccontarle meglio anche a voi. (*)

Idem per la newsletter: è una cosa così densa, complessa e delicata che non volevo partire con “quando mi va e ho qualcosa da dire, la mando” perché sarei finita con “ecco, ho mandato la prima sei mesi fa e adesso non mi ricordo neanche la password di Mailchimp”.

Per Facebook e Twitter ho un piano editoriale semi rigido. Nel senso che ho in programma alcune cose nel dettaglio, altre come macro contenuti ma improvviso la forma, altre ancora le improvviso proprio. Diciamo che lì per ora funziono bene così, poi vedremo.

 

Quando no | Cose che mi fanno respirare

E poi ci sono cose che faccio – che scrivo – senza il minimo piano editoriale. Il mio blog personale, per esempio. Che, per dire, quando questo sito di lavoro non c’era ancora, aveva un minimo di programmazione, molto accennata ma ce l’aveva. Adesso no. Adesso ho bisogno di uno spazio in cui scrivere quello che mi va, quando mi va, nella forma che mi va. Altrimenti forse muoio. (Scusate, mi piace il melodramma).

E per Instagram è la stessa cosa. Lì non programmo niente. L’unica regola che mi sono data è non lasciare il profilo fermo per troppi giorni – cerco di postare almeno una, due volte a settimana – ma bon, il resto è improvvisazione, mi lascio ispirare, racconto quello che mi succede con un ritmo e una forma che decido di volta in volta. Libera.

Ecco, questa libertà qui che mi prendo con alcuni strumenti mi serve per respirare, perché se mi devo rinchiudere totalmente in uno schema di cose da fare, mi viene l’orticaria.

Occhio, però. Non vuol dire che lo faccia da sprovveduta. So che anche quei canali sono parte della mia comunicazione e cerco di curarli al meglio che posso, solo mi concedo di essere più flessibile, di non organizzare, almeno lì.

 

Ok, adesso che la confessione è fatta, vado fuori, faccio una foto alla primavera e, se mi piace, la metto su Instagram. O magari no. Vediamo come mi gira.

 

(*) sì, ho usato il punto e virgola. È bello, il punto e virgola, rispettalo e usalo anche tu.

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