Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Il diritto di sparire per un po’ (organizzandosi)
La settimana scorsa sono stata in vacanza e sono stata completamente offline. Non a caso, eh, non sono sparita senza preavviso: mi sono organizzata e adesso ti racconto come.
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Il diritto di sparire per un po’ (organizzandosi)

prendersi una pausa

Il diritto di sparire per un po’ (organizzandosi)

La settimana scorsa sono stata in vacanza. Tre giorni a Torino per il Salone del Libro (e non solo), tre giorni al mare per respirare il profumo della salsedine (e non solo). Sei giorni in tutto – non tantissimi ma salvifici – in cui sono stata completamente offline. Non a caso, eh, non sono sparita senza preavviso: mi sono organizzata e adesso ti racconto come.

Premessa | Sì, abbiamo il diritto di sparire per un po’

Da quando ho fatto il lancio come freelance non mi ero mai presa una pausa vera: ho rallentato i ritmi per qualche giorno ma rimanendo sempre reperibile – telefono acceso, mail controllate di continuo, a disposizione per pubblicazioni improvvise e comunque portando avanti le operazioni quotidiane. E sai cosa, no: questo non è “staccare”.

Stavolta avevo bisogno di una Signora Pausa: dopo il tour de force alla Soldato Jane non mi ero ancora concessa una vacanza che invece, cacchio, mi meritavo.

E questo te lo racconto perché per me non è stata mica una consapevolezza semplice: da quando sono diventata il mio capo, non mi ero ancora detta “ehi, riposati, va bene così”. L’idea di fermarmi del tutto per qualche giorno mi faceva sentire in colpa e avevo paura che i miei clienti pensassero che non ero una professionista seria, che avessero bisogno di me proprio quando io avrei potuto aiutarli; pensavo, senza dirmelo mai chiaramente, che se sei responsabile di ogni tua entrata economica, non puoi permetterti di fermarti mai. E lo so che non è un pensiero razionale, ma era lì, incastrato in testa. Fino a quando non mi sono sentita proprio stanca e mi sono detta “ok, baby: adesso ci si ferma un po’, eh”.

 

La preparazione | Fermarsi non vuol dire sparire nel nulla

Quindi ho deciso: avrei unito i tre giorni torinesi ai tre giorni marittimi per regalarmi (quasi) una settimana di pausa, una settimana SENZA COMPUTER CON ME. (Sì, l’ho scritto tutto maiuscolo ma è esattamente così che lo pensavo).

A questo punto non mi restava che organizzarmi, e ho fatto così. Per prima cosa ho avvisato i clienti con cui ho un rapporto continuativo che in quei giorni non ci sarei stata: questo passaggio l’ho fatto con quasi un mese di anticipo, chiedendo di organizzarci il prima possibile con i contenuti da pubblicare in quei giorni, in modo che io potessi programmare tutto prima di partire. Una volta che i contenuti mi sono arrivati, ho scritto, cercato foto, messo in bozza, programmato. Mancava poco alla partenza e tutto era pronto.

Qui ho fatto un secondo passaggio: ho riscritto a tutti dicendo che quei giorni i loro canali non sarebbero rimasti fermi e ho specificato che io non sarei stata reperibile. Te lo dico, sono stata molto tentata di dire “per le emergenze, però, chiamami pure”, però guarda: non sono un neurochirurgo, con il mio lavoro non salvo vite e le emergenze nel settore comunicazione sono sempre emergenze relative (*) quindi mi sono morsa la lingua e stop.

 

La vacanza | Cose rigeneranti e un paio di chiamate all’improvviso

E poi sono partita. SENZA COMPUTER CON ME, per davvero. E ti posso assicurare che, anche se sono stati pochi giorni, la mia testa si è completamente svuotata e sono tornata a casa riposata e con un paio di idee nuove che mi sono nate mentre ero in giro a innamorarmi di libri meravigliosi e a ridere fortissimo con i piedi in un mare troppo freddo.

Ah, un paio di telefonate e mail di “emergenze” mi sono arrivate. Alle telefonate non ho risposto, ma poi ho sentito velocemente i clienti via sms specificando che “non ho il computer, non ti posso aiutare, ti scrivo qui come farlo da solo”. E ho risposto velocemente alle mail in cui era necessaria la mia disponibilità per fissare degli incontri: tempo impiegato, 10 minuti, per poi chiudere tutto e ci si rivede al ritorno.

Quindi, ecco: anche se sei freelance, hai il diritto di fermarti, di prenderti un po’ di tempo solo per te, senza il tuo lavoro sempre in tasca testa. Che non vuol dire non essere responsabili, ma sapersi concedere un momento di libertà che ti stai meritando.

Allora, hai scelto la destinazione delle prossime vacanze?

 

(*) Ok, questo è vero in parte, ché se sei il social media manager di Nike ed esplode una crisi che va gestita anche a livello di comunicazione, probabilmente devi salutare la tua mini vacanza e ciao mare, ciao.

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