Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Gli insetti vincono sempre
Sono tornata ad ascoltare i racconti degli insetti. Tra alieni, alfabeti invisibili e danze come racconti che complessi e perfetti. Sul blog, un paio di cose che ho capito.
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Gli insetti vincono sempre

gli insetti vincono sempre - la comunicazione delle api

Gli insetti vincono sempre

Ops, I did it again! Eh sì, sabato e domenica sono stata di nuovo ad ascoltare storie di insetti, ché la prima volta era scattato un amore quindi insomma ci dovevo proprio tornare. E così mi sono ritrovata, ancora, con gli occhi spalancati per la meraviglia, un sacco di pensieri in tasca e appunti pronti per diventare idee nuove. Intanto vi racconto un paio di cose che ho imparato e se alcune c’entrano poco con la comunicazione, c’entrano tanto con noi, con quello che siamo.

La contaminazione | Siamo tutti alieni

Stavolta il nostro insegnante entomologo, per raccontarci l’evoluzione di quelle bestioline meravigliose che sono gli insetti, è partito da lontano: la loro storia, come la nostra del resto, inizia con l’origine della vita sulla terra. E come nasce questa vita?, abbiamo chiesto, con le orecchie pronte a catturare segreti. E lì ho scoperto che la teoria più accreditata è quella secondo cui la vita arriverebbe dallo spazio. Con dei meteoriti. Dallo spazio, capito?

Che poi, ho pensato, è quello che succede sempre: qualcosa per nascere ha bisogno di qualcos’altro che arriva da fuori e fa scattare la scintilla. Perché se ci chiudiamo nel nostro guscio e chiudiamo fuori il mondo, alla fine resta tutto fermo. Non si mischia niente, non può nascere niente.

Serve sempre un alieno, ho pensato. E più è diverso da noi, più le cose funzioneranno.

 

Codici nascosti | Lettere invisibili di un alfabeto quasi muto

C’è un’altra cosa che abbiamo in comune con gli insetti: abbiamo radici lunghissime che, se ci immaginassimo alberi, attraverserebbero tutto il mondo e chissà dove arriverebbero. Non si vedono, ma ci sono, ci sono sempre.

Siamo animali abbastanza recenti ma il nostro Dna ha dentro informazioni antichissime, preistoriche. Che restano lì, in silenzio, come lettere invisibili di un alfabeto gigantesco ma di cui si usano, per scrivere, giusto una ventina di segni. Siamo potenzialità inespresse, abbiamo ricordi che non sappiamo di avere.

E allora ho capito una cosa. Che forse – forse, eh – quando andiamo in ansia perché ci sembra di non saltare fuori da un problema, dovremmo ricordarci che le soluzioni le abbiamo. Da qualche parte siamo programmati per farcela. Proviamo a stupirci, proviamo a lasciarci spazio.

 

Parlare danzando | I racconti delle api

Ci raccontiamo che siamo gli unici animali ad avere un linguaggio simbolico, ma non è vero. Le api si parlano. Parlano di cose che non sono immediatamente visibili, si danno indicazioni su dove trovare il nettare, sulle direzioni, sulle distanze. Sono comunicatrici efficaci anche quando devono dire cose complesse, inventare simboli, prendere un’informazione e darle un’altra forma perché sia comprensibile.

È che loro lo sanno. Sanno che la comunicazione è fondamentale, che dire bene le cose, in un modo che funziona, può cambiare tutto. Ecco, dovremmo impararla anche noi, questa cosa qui. E chiederci più spesso se quello che stiamo dicendo, e come lo stiamo dicendo, funziona. Che poi lo diciamo con le parole, con le immagini o con una danza, come farebbe un’ape, cambia poco. Tutte le forme vanno bene, se sappiamo trasformarle in un racconto che funziona. Tutte.

 

Ok, mentre aspetto che il mio maestro entomologo organizzi il master, vado avanti a studiare per conto mio. A osservare. Contaminarmi. Che fuori dalla propria bolla ci sono proprio un sacco di cose da scoprire.

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