Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Essere o non essere (un negozio di scarpe)
Una vita tra prezzi da calcolare, mancanza di un magazzino e consigli che mannaggia.
freelance, prezzi, comunicazione, tempi di consegna
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Essere o non essere (un negozio di scarpe)

lavoro da freelance

Essere o non essere (un negozio di scarpe)

Ok, la parola consulente fa abbastanza schifo, ma mi serve per avere un terreno comune da cui partire.

Il fatto è che a volte faccio fatica a far capire che una consulente non “funziona” come un negozio di scarpe(*) e questo rischia di far nascere delle incomprensioni. Su cosa? Su almeno tre aspetti del mio lavoro.

 

Non ho il prezzo pronto

C’è una cosa che non ho mai detto apertamente ma che penso sempre: fare preventivi è difficile. E non perché non so quanto costa o quanto vale il mio lavoro, ma perché per ogni preventivo ci sono aspetti da valutare che sono sempre diversi. Insomma, un listino prezzi preciso-preciso per me non esiste.

Facciamo un esempio. Immagina di scrivermi perché hai bisogno di una strategia di comunicazione. Ecco, ci sono un sacco di cose da capire prima di poterti dire quanto costerà: la dimensione della sua portata, i canali che si immagina di coinvolgere, lo studio che comporterà (e no, non posso saltare la fase di preparazione e analisi, perché altrimenti parlerei di una realtà generica e non della tua). E poi: ti serve un periodo di accompagnamento in cui iniziamo insieme a concretizzare quello che prevede la strategia? C’è bisogno di un calendario editoriale per ogni canale social? Di una guida per le sponsorizzazioni?

Insomma, le variabili sono sempre tantissime e per fare un preventivo finisce che si studia. E per studiare serve del tempo. Ohhh yeah.

 

Non ho neanche un magazzino

Un’altra cosa che ogni tanto salta fuori è la questione “tempo di consegna”.

Chi fa un lavoro come il mio – scrivere testi, programmare contenuti per i social, creare strategie per aiutare un cliente a raccontarsi meglio – non ha un magazzino di prodotti in pronta consegna.

A volte penso che sarebbe molto bello e anche molto comodo. Vuoi un testo per la tua about page? Eccolo, terzo cassetto del bancone. Ti serve un aiuto per impostare i contenuti del tuo sito? Prima mensola in basso, grazie e passa pure in cassa.

Poi però penso anche che sarebbe proprio un altro lavoro. Che non sarei più io.

Perché il bello – e sì, anche il difficile – di essere una consulente è dover ricominciare sempre per costruire un prodotto su misura, che se ti richiedono domani dovrai partire di nuovo da zero e creare una cosa che sarà per forza diversa. E quindi avrà bisogno, per nascere, del suo tempo.

 

Le scarpe, si sa, si pagano

Andresti mai in un negozio per comprare delle scarpe dicendo che però le paghi solo dopo averle provate per un po’? O chiedendo se te ne regalano un paio, tanto guarda quante ne hanno. No, eh? Infatti.

Chissà se un giorno questo succederà – o meglio, non succederà più – anche per i consulenti. Ogni tanto mi capita che qualcuno mi chieda dei “consigli di comunicazione” e allora devo spiegare che quei “consigli” per me sono consulenze e che con quelle consulenze ci pago l’affitto. “Ah grazie, allora fa niente, pensavo potessi dirmi qualcosa di veloce, così, adesso, senza metterci tutto questo impegno”.

Ecco, no. Se lavoro, lavoro bene. Con tutto il tempo, lo spazio e l’energia che servono per garantire un servizio di qualità. E allora sono consulenze. I consigli sono sui libri che mi sono piaciuti di più o su dove trovare le verdure più buone (secondo me). E poi a volte faccio pure fatica a dire di no e allora un consiglio ci scappa, e mi sento pure in colpa perché ovviamente non sarà abbastanza di qualità – però insomma, però uffa.

Il lavoro, gente, il lavoro è roba seria, anche quando non si può toccare con le mani. Facciamo che da oggi ci impegniamo a rispettarlo? Tutte e tutti. Per favore.

 

(*) ovviamente non parlo di chi crea scarpe artigianalmente, che lì è tutta un’altra cosa e in quel caso forse i nostri lavori si somigliano un sacco…

 

(foto Kelly Sikkema on Unsplash)

6 Commenti
  • Andrea

    17 maggio 2018 at 19:05 Rispondi

    Sottoscrivo tutto quello che hai scritto.

    • Valeria Zangrandi

      18 maggio 2018 at 15:28 Rispondi

      Grazie, Andrea! : )

  • Elisa

    17 maggio 2018 at 12:19 Rispondi

    Verissimo! Vale anche per gli artigiani appunti.
    Mi ha fatto molto ridere l’idea di chiedere le scarpe in regalo “visto che tu ne hai tante “

    • Valeria Zangrandi

      17 maggio 2018 at 13:25 Rispondi

      Vero? Eppure è molto molto simile alla richiesta del “mi scrivi questa cosa? Tanto ci metti cinque minuti” : ))

  • Vania

    16 maggio 2018 at 7:43 Rispondi

    Complimenti Valeria, ottima scrittura 👏👏👏👏

    • Valeria Zangrandi

      16 maggio 2018 at 7:46 Rispondi

      Grazie mille, Vania!

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