Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Cartoline digitali: scrivere bene sui social
La comunicazione social a volte si basa su un pregiudizio molto grosso: che siano importanti solo foto e video e che le parole, al contrario, contino fin lì.
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Cartoline digitali: scrivere bene sui social

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Cartoline digitali: scrivere bene sui social

La comunicazione social a volte si basa su un pregiudizio molto grosso: che siano importanti solo foto e video e che le parole, al contrario, contino fin lì.

Beh, indovina un po’, non è mica vero.

Perché dipende cosa vogliamo fare: se vogliamo diventare riconoscibili e far affezionare chi ci segue, la parte di narrazione che si basa sulle parole non stare in secondo piano.

 

La differenza tra pubblicità e racconto

Partiamo da qui: ci sono tante pagine Facebook e profili Instagram che nascono solo per vendere qualcosa. Non dico come obiettivo finale, eh, che quello è molto lecito ed è più o meno quello che speriamo tutti noi che abbiamo account professionali. Dico come unico obiettivo e soprattutto come unica modalità di presentare i contenuti.

Magari foto e video sono pure belli, ma i testi, quando ci sono, sono cose che assomigliano a spot pubblicitari. Una specie di “Ultimissima occasione” o “Un’offerta che non potete perdervi”.

Beh, ti svelo un segreto, che poi segreto non è: così non funziona. Perché chi ti segue si annoia, non arriva a conoscere niente di te, non si affeziona a quello che racconti (perché in effetti non stai raccontando una mazza) e prima o poi probabilmente smetterà di seguirti.

La pubblicità va bene, non dico mica di no, ma se vogliamo conquistare i nostri fan dobbiamo ammorbidirla e accompagnarla con il racconto. Con i dettagli del dietro le quinte, con gli approfondimenti, con un “di più” che parli di noi oltre che dei nostri prodotti.

Il famigerato storytelling, signora mia. Che, guarda guarda, quando è fatto con le parole giuste, funziona meglio.

 

Tra vicinanza e identità

E poi, anche sui social, quella parte di racconto che affidiamo alle parole ha un potere grandissimo, quello di avvicinare noi e chi ci legge.

Cancellano le distanze, le parole scelte con cura, o almeno le riducono. Perché se è vero che il primo impatto è dato dalla forza delle immagini, poi quella forza lì non basta più.

Dopo che abbiamo attirato l’attenzione, dopo che abbiamo fatto in modo che si pensasse “uau”, le possibilità sono due: o si resta a quella distanza, o ci si avvicina.

Avvicinarsi vuol dire lasciar passare qualcosa di noi, del nostro modo di lavorare, dei sogni che stanno dietro ai progetti, delle difficoltà e delle sfide, ma anche della felicità che nasce dai successi.

E questo racconto va fatto scegliendo le parole che più ci somigliano, che se da una parte accorciano le distanze tra noi e chi ci legge, dall’altra ci rendono pian piano sempre più riconoscibili, facendo emergere la nostra voce dallo stile che abbiamo scelto per narrarci. Dalle parole, dal modo di intrecciarle.

 

Cos’è Cartoline digitali

E allora, visto che la scrittura è importante pure sui social e che scegliere le parole giuste non è una cosa proprio facilissima, ho pensato di proporti un corso in classe. Che si chiama, per l’appunto, Cartoline digitali.

In classe capiremo come raccontarci sui social usando al meglio le parole, scegliendo quelle giuste per ogni canale e soprattutto per te, per costruire una narrazione che ti somigli e che “funzioni”.

La prima data in programma è sabato 17 marzo a Piacenza, allo Spaziodue.

Corri a sbirciare Cartoline digitali!

 

(foto Georgy Rudakov on Unsplash)

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