Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | Aiuto, una pagina bianca!
Alzi la mano chi a volte si blocca davanti a un bel foglio word tutto bianco e si agita perché non riesce a scrivere. Io. Voi pure? Ok, vi racconto come ne esco.
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Aiuto, una pagina bianca!

panico da pagina bianca

Aiuto, una pagina bianca!

Oggi affronteremo un argomento scottante e scivoloso. Un dramma che anche il più bravo copywriter vive almeno una (UNA??) volta nella sua vita ma di cui ancora si parla poco: il panico da pagina bianca – uuhh, che cosa sconveniente, signora mia.

Pronti? Fuori le confessioni, su la manina se vi capita: a me sì, anche abbastanza spesso, e adesso vi racconto come ne esco.

 

Il gioco delle priorità | Lavora su altro

Questa soluzione vale solo se la cosa che devi scrivere non è l’unica consegna che hai o comunque se non è la più urgente, improrogabile, in-super-scadenza. Se non è così, chiediti cos’altro puoi fare. Ci sono altre consegne sulle quali puoi lavorare? Sì? Ottimo, passa a quelle.

Te lo dico perché a volte io mi fisso. Mi impunto, proprio, su una cosa. Funziona più o meno così: devo scrivere un articolo per un sito, programmare le prossime settimane di un canale social, finire di organizzare un progetto che voglio proporre. Le tre cose hanno tutte la stessa scadenza, più o meno, ma decido di partire dall’articolo. Non c’è un motivo razionale ma scelgo quello. Solo che poi inizio a scriverlo e mi blocco. E cosa faccio? NIENTE. Sto lì e mi dispero. Fino a quando non mi sveglio da quello stato di tristezza e ansia e mi ricordo che magari se inizio a fare quell’altra cosa non perdo delle ore fissando un file word VUOTO. E spunto todo list. E torno felice. E poi magari mi vengono pure le parole per il mio articolo.

Se invece non puoi rimandare, ti tocca affrontare il dramma.

 

La fiera delle banalità | Inizia a scrivere

Ma brava – penseranno i miei piccoli lettori – io ti dico che non so cosa scrivere e tu mi dici di iniziare. Se ci riuscissi non saremmo qui a parlarne, no? Se sapessi come partire non avrei il panico da pagina bianca, concordi, grammar nazi del mio cuor?

Ni. Cioè, lo so che non sai cosa scrivere, ma inizia comunque. Anche se la prima frase che scrivi ti fa schifo. Non cancellarla subito. Ehi, ho detto di no. Vai avanti. Continua, scrivi la seconda, poi la terza, e solo dopo, quando almeno una ventina di righe ti saranno uscite, aggiusta il tiro. Torna indietro, rileggi e, se ancora quell’inizio ti fa storcere il naso, cancellalo e riscrivilo. Ma intanto, hai visto?, una ventina di righe sono lì e, anche se andranno sistemate – ovviamente andranno sistemate – la pagina non è più tutta bianca. E così fa molto meno paura, vero?

Questa è una soluzione che per me funziona sempre anche se – ammetto – a volte ci metto un bel po’ prima di metterla in pratica perché mi faccio da sola quei discorsi che mi fareste anche voi (scrivi / ho detto che non riesco / dai, su, inizia / ma inizia DA COSA? / da quello che vuoi ma inizia / ma uffa / allora? / ok, ok)

 

La boccata d’ossigeno | Fai una pausa

Se però proprio non ci riesci, fai altro. Che non vuol dire rinunciare, eh: fai altro per un tempo limitato che ti dai tu e che, a un certo punto, scadrà e ti riporterà al tuo dovere di scribacchino.

Altro cosa?, si chiederanno adesso i miei piccoli lettori. Guarda, l’ideale sarebbe altro altro. Niente che c’entri con lo scrivere. Fai una passeggiata, mangia un toast, raccogli 18 margherite o ascolta 3 canzoni che ti piacciono e ti fanno stonare cantare fortissimo.

Distogli proprio l’attenzione da questa cosa gigante e faticosa e spaventosa che è riempire di parole un foglio bianco, dimenticatene per un pochino – ho detto un pochino, metti giù il passaporto.

Ecco, quando hai svuotato la testa e fatto scendere il livello di ansia, torna al computer.

Riesci a scrivere, adesso? Uau.

Sei ancora bloccato? Riparti dal via e inizia a scrivere. (Sì, anche se ti fa schifo quello che stai scrivendo, inizia comunque. Provaci, dai).

 

Ci siamo? Buone scritture, allora.

(Alle soluzioni sopra elencate, aggiungere abbondante sudore, un pizzico di ansia da prestazione e parolacce q.b.)

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