Valeria Zangrandi - scrittura, web e social | A scuola di magia
Le cose che ho imparato (sul mio lavoro) leggendo Harry Potter.
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A scuola di magia

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A scuola di magia

Sono arrivata alla veneranda età di 35 anni prima di leggere Harry Potter.

Ho finito l’ultimo libro la settimana scorsa. Ora, non starò a raccontarti l’amore, la dipendenza, i sogni a tema magia che mi hanno accompagnata durate tutta la lettura.

Però.

Però ti racconto tre cose che ci ho trovato dentro che parlano anche del mio (del nostro?) lavoro da freelance.

 

Il potere che dai alle paure

Ci sono giorni che ci lasciamo sommergere dalle piccole e medie e grandi angosce.

Arriverò puntuale alla consegna? Sarò abbastanza brava? E se sto sbagliando? E se quell’altra professionista vende più di me? E se questo cliente non sarà super soddisfatto?

Ora, a parte che non siamo perfette, quindi ci sarà comunque chi venderà più di noi e qualche cliente a cui non piaceremo (sì, mettiamocela in tasca e bon), c’è una cosa che leggendo Harry Potter mi è saltata davanti agli occhi fortissimo: tutta la forza di quelle paure lì siamo noi che la facciamo crescere.

Eh sì, in parte è colpa nostra perché a volte siamo noi che ci creiamo il nemico, l’ostacolo, la difficoltà. E le diamo importanza, spazio, potere. Poteri.

Quindi ecco, stiamo attente. Non nutriamo le paure, non diamo loro più importanza di quella che meritano. Che poi finisce che ci facciamo male. Per colpa nostra. E anche no.

 

Non credevo che avrei fatto questo, e allora?

Che poi è la versione lavorativa di “non sono nata strega, e allora?”.

Questa è la dichiarazione di tutto il mio amore per Hermione. Un po’ sarà che mi rispecchio nel suo essere una secchiona – che pure io, sempre, libri e biblioteca e corsi su corsi. Un po’ mi ha fatto impazzire – e stare molto bene – questa cosa che è super brava a fare incantesimi MA non è nata da una famiglia di maghi.

E se riporto questa cosa nel mondo del mio lavoro, penso che quando ho iniziato non pensavo di fare questo, tantomeno quando ho scelto l’università, ho proprio fatto un’altra cosa, ma poi mi ci sono messa, ho studiato un sacco, mi sono fatta il mazzo – no, mi faccio il mazzo, anche oggi, tutti i giorni – e provo a diventare super brava anche io.

Sono una nata Babbana nel mondo dei Maghi della Comunicazione. E devo dire che ne sono abbastanza fiera.

 

Non basta la teoria

Pure nel mondo della magia, sapere a memoria la formula magica non basta per fare un incantesimo come si deve. Non esce, proprio. Tipo che anche se sai cosa dire per trasformare un rospo in un pattino a rotelle ma non ti impegni abbastanza, bene che ti vada ti ritrovi con un rospo con le ruote.

Anche nella magia, insomma, non ci sono trucchi che tengano. C’è da sbattersi, provare, riprovare, a volte buttare tutto e ricominciare. Ci vogliono pazienza, impegno e una buona dose di sudore.

Che se non basta la teoria in quel mondo lì, figuriamoci nel nostro e infatti ho pensato che ho fatto bene a specificarlo pure qui sul sito che nel lavoro che faremo insieme non ci sono formule magiche. Nel mondo di Harry Potter sì, ci sono, ma neanche lì sono sufficienti, quindi facciamoci due domande, noi che le bacchette e i libri di incantesimi manco li abbiamo.

 

Ecco, le cose che ci ho trovato dentro che sfiorano un po’ il mio lavoro sono queste qui. E poi ci ho trovato dentro mille mila altre cose, che però non ti dico. Ti tocca leggerlo. O rileggerlo. E perderti in tutta quella meraviglia.

 

(foto Stephanie Mccabeon Unsplash)

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